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Bagno a Ripoli vuole il nome sul casello: il traffico può aspettare, la gloria no

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Bagno a Ripoli vuole il nome sul casello: il traffico può aspettare, la gloria no

Fuori dal vaso – L’Ortica esce da Arezzo soltanto quando trova qualcosa che merita una puntura.

A Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, il Comune ha chiesto ad Autostrade per l’Italia di cambiare nome al casello di Firenze sud. Non di spostarlo, allargarlo o abolire il pedaggio, per carità. Soltanto di aggiungere al cartello il nome del Comune dove il casello si trova davvero: «Firenze sud–Bagno a Ripoli».

La richiesta è partita dal sindaco Francesco Pignotti, con una lettera ufficiale ai vertici della società. La motivazione è seria: l’infrastruttura è nel territorio ripolese e la comunità ha sopportato disagi e cantieri per i lavori della terza corsia dell’A1. Dopo aver dato spazio all’autostrada, insomma, Bagno a Ripoli vorrebbe almeno un po’ di spazio sull’insegna.

E qui l’Ortica sente già un leggero prurito.

Perché il Comune non si limita a rivendicare un riconoscimento geografico. Si dichiara anche disponibile a valutare una partecipazione ai costi necessari per aggiornare la segnaletica. Tradotto: pur di vedere il proprio nome sul casello, potrebbe perfino mettere mano al portafoglio pubblico. Quanto costerebbe, e se davvero si arriverà a spendere qualcosa, per ora non è noto.

Il sindaco ricorda che Bagno a Ripoli è la porta del Chianti, ospita il Viola Park e guarda all’arrivo della tramvia. Tutto vero. E sarebbe ingeneroso negare a un Comune il diritto di essere riconosciuto sulla carta geografica, soprattutto quando la carta geografica gli ha parcheggiato un’autostrada in giardino.

Però viene da domandarsi se il problema più urgente di chi percorre l’A1 sia leggere due nomi anziché uno. Per il pendolare imbottigliato nel traffico, «Firenze sud–Bagno a Ripoli» suonerà certamente più completo. La coda, purtroppo, continuerà a chiamarsi coda.

Il Comune cita anche precedenti italiani, come Anagni-Fiuggi Terme e Terre di Canossa-Campegine. Dunque non si tratta di un’idea stravagante o impossibile. È una richiesta amministrativa concreta, che ora dovrà essere valutata da Autostrade e dagli enti competenti.

Ma la satira nasce proprio qui: nell’Italia dei territori orgogliosi, anche un’uscita autostradale può diventare una questione di identità. E mentre il navigatore continua a portarci dove deve, la politica si impegna affinché ci ricordi esattamente di chi sia il merito del cartello.

Da Arezzo seguiamo la vicenda con rispettosa curiosità. Non vorremmo che, per spirito di emulazione, domani si aprisse una gara nazionale a chi riesce a infilare più Comuni dentro un’indicazione stradale. Alla terza rotonda servirebbe il sommario.

Per il momento nessun cambio di nome è stato approvato: c’è una proposta ufficiale, non un nuovo casello già battezzato.

E la nostra conclusione è semplice: il riconoscimento a Bagno a Ripoli può anche starci. Ma se un giorno cambieranno i cartelli, speriamo che almeno non aumentino pure i pedaggi. Perché sulla visibilità dei territori si può discutere. Sulla visibilità del portafoglio vuoto, invece, gli automobilisti italiani sono già preparatissimi.

Questo articolo usa l’ironia per commentare una proposta amministrativa reale.

Fonte: comunicato del Comune di Bagno a Ripoli, 27 ottobre 2026.

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