Un minorenne residente in provincia di Arezzo è stato destinatario di un’ordinanza di collocamento in comunità, eseguita nella mattinata di venerdì 9 ottobre dai Carabinieri del ROS con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Arezzo.
Il provvedimento cautelare è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Firenze nell’ambito di un’inchiesta che vede il giovane indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che per finalità di terrorismo.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Firenze, diretta dalla procuratrice Roberta Pieri, si sono concentrate sull’attività online del ragazzo.
Attraverso un’attività continuativa di monitoraggio della rete, gli investigatori avrebbero individuato la presenza del minorenne, tramite un proprio profilo social, all’interno di ambienti virtuali riconducibili all’estremismo accelerazionista.
Secondo quanto comunicato dagli investigatori, nelle chat frequentate dal giovane venivano diffusi messaggi di odio razziale e contenuti che incitavano alla violenza. Gli ambienti monitorati erano caratterizzati dall’esaltazione di ideologie neofasciste, neonaziste, suprematiste e xenofobe.
Particolarmente preoccupante, secondo il quadro investigativo, anche la glorificazione delle stragi compiute con armi da fuoco negli istituti scolastici, i cosiddetti mass shooting, insieme alla diffusione di contenuti misogini riconducibili all’ideologia Incel.
L’indagine ha dunque portato all’emissione della misura cautelare del collocamento in comunità. Il minorenne sarà inserito in una struttura dove potrà intraprendere il percorso riabilitativo previsto.
Si tratta di un provvedimento cautelare disposto nella fase delle indagini: le responsabilità penali del giovane non sono state accertate con una sentenza definitiva.


