A Cortona hanno portato via 30mila bottiglie di vino dalla cantina Marchesi Antinori, per un valore stimato di cinque milioni di euro. Non una cassetta dimenticata fuori dalla porta, non due fiaschi sottratti dopo cena. Trentamila bottiglie, caricate su due camion. Una rapina alla sete internazionale.
Il colpo, avvenuto nel fine settimana e scoperto lunedì 5 ottobre, sarebbe stato compiuto da una banda di almeno sette persone. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, i ladri hanno neutralizzato i sistemi di sicurezza e fatto sparire interi bancali di vini pregiati.
Fra le bottiglie rubate figurano Tignanello, Solaia e Guado al Tasso. Roba che al ristorante, quando chiedi il prezzo, il cameriere ti domanda prima se hai già venduto casa.
Altro che furto con scasso: qui siamo davanti a un trasloco con degustazione rinviata.
Sette persone, due camion, migliaia di bottiglie e un’organizzazione che farebbe invidia a certe imprese di traslochi, dove per spostare un armadio servono tre preventivi, quattro telefonate e una benedizione.
La banda, a quanto emerge, sapeva bene cosa cercare. Niente vino sfuso, niente cartoni in offerta tre per due, niente damigiane del contadino. Soltanto etichette importanti, di quelle che normalmente si aprono per celebrare un evento eccezionale. Evidentemente, per qualcuno, l’evento eccezionale era riuscire a portarle via.
Il furto è stato scoperto soltanto il lunedì mattina. Nel frattempo, due camion carichi di vino erano già scomparsi.
E qui nasce il mistero: in un Paese dove una macchina lasciata cinque minuti in divieto di sosta viene fotografata da tre cittadini, pubblicata su Facebook e segnalata al Comune, due camion pieni di bottiglie pregiate sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
L’amministratore delegato di Antinori, Renzo Cotarella, ha espresso la speranza di recuperare il vino, sottolineando quanto sia difficile immettere sul mercato una quantità simile di bottiglie senza attirare l’attenzione.
E in effetti piazzare trentamila bottiglie di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso non dovrebbe essere semplicissimo. A meno che non si apra un’enoteca con l’insegna: «Grande inaugurazione, prezzi incredibili, non fate domande».
Sull’accaduto indagano le forze dell’ordine, impegnate a ricostruire il percorso della refurtiva e individuare i responsabili.
Resta un colpo di proporzioni eccezionali, destinato a far discutere anche fuori dall’Italia. La Toscana esporta nel mondo arte, cultura, paesaggi e grandi vini. Qualcuno, evidentemente, ha deciso di occuparsi personalmente delle spedizioni.
Morale della favola: una volta si diceva che il vino buono fa buon sangue. A Cortona, stavolta, ha fatto venire due camion.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


