La demolizione della Tribuna Maratona dello stadio Comunale di Arezzo era stata annunciata per venerdì 9 ottobre. Ma oggi, giovedì 8, nonostante la pioggia, una parte della struttura è già stata abbattuta. A documentarlo sono le fotografie scattate da L’Ortica, che mostrano macerie e mezzi al lavoro.
La S.S. Arezzo aveva indicato venerdì come data d’inizio della demolizione. Lo avevamo raccontato anche noi nell’articolo pubblicato questa mattina sul progetto del nuovo stadio e sulle dichiarazioni di Manzo. Evidentemente il cemento non aveva letto i giornali.
Oppure qualcuno si è ricordato del vecchio proverbio: «Né di Venere né di Marte, non si sposa, né si parte, né si dà principio all’arte».
E siccome venerdì è proprio il giorno di Venere, vuoi vedere che, per non rischiare, hanno deciso di cominciare il giovedì?
Naturalmente scherziamo. Non conosciamo le ragioni dell’anticipo e non abbiamo elementi per attribuirlo alla scaramanzia. Ma nel calcio, dove certi riti vengono rispettati più dei moduli tattici, la coincidenza è troppo invitante per lasciarla passare.
Ci sono allenatori che indossano sempre lo stesso cappotto, calciatori che entrano in campo rigorosamente con il piede destro, tifosi che conservano il posto della domenica precedente perché «l’ultima volta s’è vinto». E guai a pronunciare certe parole prima del fischio finale.
Se poi si tratta di costruire uno stadio nuovo, dopo anni di attesa, meglio non sfidare neppure il calendario.
Battute a parte, le immagini raccontano qualcosa di concreto: la vecchia Maratona comincia davvero a scomparire.
C’è anche un po’ di malinconia nel vedere venir giù quei gradoni. Per tanti aretini non sono soltanto cemento armato: sono ricordi, partite, domeniche, vittorie e arrabbiature. E di queste ultime, nella storia amaranto, il materiale da demolire sarebbe parecchio.
Intanto una certezza ce l’abbiamo: la Maratona non ha aspettato venerdì.
Che sia stata una scelta organizzativa o una semplice coincidenza, stavolta almeno il cantiere ha anticipato il calendario. E ad Arezzo, quando si parla di grandi opere, è già una notizia.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.







