Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali
Diciassette associazioni ambientaliste e animaliste hanno chiesto alla Regione Toscana di rinviare dal 20 settembre al primo ottobre l’apertura della stagione venatoria 2026-2027 e di cancellare le due giornate di preapertura previste per il 2 e il 6 settembre.
La richiesta è stata indirizzata al presidente Eugenio Giani, al presidente del Consiglio regionale e ai capigruppo. Il motivo è piuttosto semplice: dopo un’estate segnata da caldo eccezionale e grave siccità, la fauna selvatica sarebbe già allo stremo. Insomma, tra morire di sete e farsi sparare appena finita la colazione, gli animali chiedono almeno di poter scegliere.
Secondo le associazioni, la Regione avrebbe gli strumenti normativi per vietare o ridurre temporaneamente l’attività venatoria in presenza di condizioni ambientali particolarmente difficili. E se questa non fosse una condizione eccezionale, resta da capire cosa serva: probabilmente una lepre che presenti personalmente il certificato medico a Palazzo Strozzi Sacrati.
Il calendario venatorio regionale prevede l’apertura generale domenica 20 settembre. Gli ambientalisti chiedono però di aspettare almeno il primo ottobre, concedendo alla fauna qualche giorno in più per riprendersi dalla grande grigliata climatica dell’estate toscana.
Nel mirino della protesta – questa volta in senso figurato – ci sono anche le preaperture del 2 e 6 settembre, dedicate a storno, tortora dal collare orientale e piccione. Secondo le associazioni, gli spari provocherebbero comunque disturbo a tutta l’avifauna durante una fase particolarmente delicata del ciclo biologico.
Naturalmente il piccione, abituato a sopravvivere sui cornicioni, nelle stazioni e sotto i tavolini dei bar, avrebbe già dichiarato di non temere niente. Ma gradirebbe essere informato se settembre debba affrontarlo come volatile protetto, bersaglio autorizzato o assessore supplente.
L’appello è firmato, tra le altre, da Enpa, Italia Nostra, Lav, Legambiente, Lipu Toscana, Wwf e Lega Anti Caccia, insieme ad altre realtà impegnate nella tutela degli animali e della biodiversità.
Adesso la decisione passa alla Regione Toscana, chiamata a scegliere se concedere una tregua alla fauna oppure rispettare il programma ordinario. Perché anche davanti all’estate più torrida, alla siccità e agli animali sfiniti, c’è sempre qualcuno pronto a sostenere che il vero problema sia il fucile rimasto troppo a lungo dentro l’armadio.
Sui social apre la stagione del commento
Intanto sui social la caccia è già cominciata, ma alle opinioni. Andrea accoglie favorevolmente l’ipotesi di una sospensione: «Era ora. Speriamo davvero». Carla va oltre e auspica «la chiusura definitiva», mentre Borri Maria Paola invita a «rinviare il più possibile e chiudere prima possibile».
Dall’altra parte c’è chi ricorda che la gestione della fauna non si risolve mettendo il lucchetto alla rastrelliera. Elisa domanda chi dovrebbe pagare i danni provocati dagli animali selvatici e osserva che «cinghiali e lupi ci stanno invadendo». Giuseppe taglia corto: «È legge ed è legale».
Marusca racconta invece di aver sentito sparare già al mattino e descrive uccelli, rospi e lumache costretti ad avvicinarsi alle ciotole d’acqua lasciate nei giardini. Rocco replica precisando che rospi e lumache non sono specie cacciabili e sostiene che gli uccelli migratori siano già sulla strada del ritorno verso l’Africa, dove – fa notare con una certa delicatezza venatoria – non troveranno «condizionatori e gelati».
Insomma, mentre la Regione deve ancora pronunciarsi, Facebook ha già emesso almeno diciassette sentenze, abolito la caccia, riaperta la caccia, salvato i piccioni, convocato i cinghiali e spedito gli uccelli in Africa. Alla fauna, nel frattempo, resta un’unica certezza: fa un caldo bestia.
Il calendario regionale conferma l’avvio ordinario alla terza domenica di settembre; il rinvio, al momento, è una richiesta delle associazioni e non una decisione adottata. Calendario venatorio 2026-2027 della Regione Toscana
Immagine generata con intelligenza artificiale


