A Castiglion Fiorentino il gioco delle sedie, stavolta, si fa con i posti in organico. Secondo quanto denuncia il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese, nella programmazione delle assunzioni la Giunta avrebbe scelto di destinare le risorse a un agente di polizia locale invece che a un assistente sociale. Tradotto dal burocratese: il vigile entra, l’assistente sociale resta sulla soglia.
La contestazione nasce dalla delibera di Giunta n. 191, indicata dal gruppo come l’atto nel quale sarebbe stata formalizzata la scelta. Rinascimento Castiglionese sostiene che, dopo aver chiesto chiarimenti sul futuro della figura dell’assistente sociale, dal sindaco fosse arrivato un richiamo alla “compatibilità di bilancio”. Poi, scavando tra gli atti, il gruppo afferma di aver trovato la risposta che cercava: le risorse sarebbero state indirizzate verso un altro profilo professionale.
Il tema non è soltanto da consiglio comunale con sopracciglio alzato. A livello nazionale, la legge 178/2020 ha fissato come livello essenziale delle prestazioni sociali il rapporto di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti, con un ulteriore obiettivo di servizio di uno ogni 4.000. Il riferimento, secondo le indicazioni ministeriali, riguarda il personale dell’Ambito territoriale sociale e dei Comuni che ne fanno parte.
Rinascimento Castiglionese sostiene che a Castiglion Fiorentino, con circa 12 mila abitanti, operi attualmente una sola unità e accusa quindi l’amministrazione di non aver utilizzato questa occasione per rafforzare il settore sociale. È su questo punto che la polemica diventa politica: per l’opposizione, mentre aumentano le esigenze di anziani, disabili e famiglie in difficoltà, il Comune avrebbe scelto di mettere prima un’altra divisa e dopo un’altra scrivania dei servizi sociali.
E poi c’è l’astensione dell’assessore Franceschini. Sulla delibera, secondo quanto riportato dal gruppo consiliare, Franceschini non avrebbe votato a favore. Un gesto che Rinascimento Castiglionese interpreta come un segnale di dissenso interno alla maggioranza. Non proprio una crisi di governo con i corazzieri al Quirinale, ma abbastanza per far drizzare le antenne della politica castiglionese.
Il gruppo chiede ora all’amministrazione di spiegare come intenda rafforzare l’organico del settore sociale e garantire il raggiungimento degli standard previsti. Domanda legittima, anche perché quando si parla di servizi alle persone la “compatibilità di bilancio” è una formula elegante, ma non porta la spesa a domicilio e non accompagna nessuno a una visita.
Resta quindi da chiarire il punto decisivo: se e con quali strumenti il Comune, insieme all’Ambito territoriale sociale di riferimento, intenda colmare la carenza denunciata dall’opposizione. Perché le delibere passano, le maggioranze cambiano e i comunicati finiscono sotto altri comunicati. Le persone fragili, invece, hanno il brutto vizio di continuare ad avere bisogno dei servizi.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti e dichiarazioni politiche reali. Le contestazioni sulla scelta delle assunzioni e sulla situazione dell’organico sono attribuite al gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese.


