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L’Arezzo torna dal Brenta con più certezze che benzina

Tra navigatori impazziti, deviazioni stradali e una sosta strategica a Mantova, il viaggio di ritorno diventa l’occasione per passare in rassegna la squadra di Bucchi: dai portieri agli attaccanti, aspettando Pattarello e il vero calcio

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L’Arezzo torna dal Brenta con più certezze che benzina

Tra navigatori impazziti, deviazioni stradali e una sosta strategica a Mantova, il viaggio di ritorno diventa l’occasione per passare in rassegna la squadra di Bucchi: dai portieri agli attaccanti, aspettando Pattarello e il vero calcio

🍷 Il calice amaranto

 Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Siamo tornati dal Brenta dopo esserci persi tra deviazioni, cantieri e percorsi stradali capaci di mettere fuori uso perfino i navigatori satellitari. La tecnologia prometteva di portarci a casa, ma evidentemente non aveva fatto i conti con i lavori in corso e con la tradizionale capacità italiana di trasformare una strada in un gioco dell’oca.

Dopo una sosta ristoratrice a Mantova, pensando già alla trasferta del 24 novembre, è arrivato il momento di parlare dell’Arezzo visto nelle amichevoli. Senza sentenze definitive, perché il calcio di luglio serve soprattutto a mettere minuti nelle gambe, provare soluzioni e alimentare discussioni da bar fino all’inizio del campionato.

Portieri: Nunziante aspetta, Seculin e Serban rispondono

Nunziante non ha ancora avuto la possibilità di dimostrare fino in fondo le qualità sulle quali ha puntato il direttore sportivo. Un leggero infortunio prima delle quattro amichevoli lo ha tenuto indietro, rimandando il giudizio.

Seculin e Serban, invece, sono apparsi sostanzialmente incolpevoli sulle reti subite. In questo periodo le partite vengono giocate una dietro l’altra, con carichi di lavoro pesanti e cambi che spesso favoriscono gli avversari più freschi.

Serban, giovane portiere di quasi due metri, ha fatto una buona impressione soprattutto per la tranquillità mostrata. Nessuna paura contro il Napoli, nemmeno in occasione del rigore di Politano, e un secondo tempo contro il Parma affrontato senza farsi travolgere dall’emozione.

Difesa: Illanes convince, Renzi e Gilli già avanti

Renzi sembra già pronto, così come Gilli. Illanes, in particolare, ha colpito per risolutezza, carattere e capacità di intervenire senza troppi convenevoli. Quando c’è da spazzare, spazza. E in certe domeniche questa resta una qualità più preziosa di tanti ricami.

De Col, per struttura fisica, avrà bisogno di un po’ più di tempo. Lo stesso vale per Coppolaro, reduce anche dal recente matrimonio. Dopo una cerimonia, un pranzo e probabilmente centinaia di fotografie con i parenti, ritrovare immediatamente la brillantezza atletica sarebbe stato francamente disumano.

Chiosa ha ancora pochi minuti nelle gambe per consentire valutazioni precise, ma la sua esperienza non è in discussione. Sappiamo cosa può dare e confidiamo che possa diventare uno dei riferimenti del reparto.

Righetti ha sofferto inizialmente la velocità dell’esterno destro del Parma, ma con il passare dei minuti ha preso sicurezza. Non si è limitato a difendere e ha cominciato a spingere, portando sostegno alla manovra offensiva sulla fascia sinistra.

Di Cagnano, arrivato da poco, era in tribuna vicino a noi. Il primo giudizio, inevitabilmente scientifico, riguarda il fisico: un corazziere. Adesso aspettiamo di vederlo sul campo.

Martinez ha dalla sua gioventù e struttura. Deve crescere, fare esperienza e imparare a leggere meglio alcuni momenti, ma il materiale sul quale lavorare c’è.

Centrocampo: Ionita comanda, Sala può sorprendere

Mawuli resta il solito giocatore potente e talvolta macchinoso. Non sarà sempre elegante, ma in alcune partite potrà diventare un argine indispensabile, sia davanti alla difesa sia quando sarà necessario alzare il livello dello scontro fisico.

Manez è un mediano cursore come se ne vedevano una volta. Corre, copre, si inserisce e sa fare un po’ di tutto. Non sempre sono i giocatori che finiscono sulle copertine, ma spesso sono quelli dei quali ci si accorge davvero quando mancano.

Viviani ha un buon piede e una discreta visione di gioco. Con maggiore rapidità probabilmente giocherebbe in una categoria superiore. Per ora rappresenta il principale elemento di raccordo della squadra e molto passerà dalla sua capacità di dare ordine alla manovra.

Ionita potrebbe ancora calcare campi di categoria superiore. È pronto, combattivo e sa insegnare calcio anche soltanto con una scelta semplice fatta al momento giusto. Sarà uno degli uomini ai quali affidarsi quando la partita diventerà sporca e serviranno mestiere, lucidità e personalità.

Su Sala molti avevano dubbi. Un amico della compagnia ci aveva assicurato che fosse bravo e, dopo queste prime uscite, potrebbe davvero diventare una delle sorprese più belle dell’Arezzo. Le amichevoli non assegnano punti, ma qualche indizio, ogni tanto, lo lasciano.

Fasce e trequarti: Tavernelli è pronto, Varela aspetta gli spazi

Tavernelli, che qualcuno continua affettuosamente a chiamare Di Camillo, ha già mostrato la consueta duttilità. Può giocare in diversi ruoli, adattarsi alle necessità della squadra e sembra già vicino a una buona condizione.

Varela resta un giocatore capace di chiudere qualunque partita quando trova campo davanti. Con gli spazi può diventare devastante. Il problema, naturalmente, sarà convincere gli avversari a lasciarglieli, dettaglio sul quale le altre squadre potrebbero mostrarsi poco collaborative.

Cortesi è un esterno duttile che può essere utilizzato anche da seconda punta, così come Capello. Saranno pedine importanti in un campionato lungo, nel quale serviranno alternative vere e non semplici comparse da mandare in campo quando tutto è già deciso.

Attacco: Cerri e Cianci possono dividersi il lavoro

Cerri si muove bene e mostra qualità importanti. Con quella struttura fisica, però, avrà bisogno di tempo per arrivare a sostenere novanta minuti ad alta intensità.

Cianci potrebbe alternarsi con lui, formando una staffetta di peso e gol. I due centravanti arrivano da una stagione nella quale hanno realizzato complessivamente 21 reti. Non è una garanzia automatica, perché nel calcio le somme spesso funzionano soltanto sulla carta, ma è certamente un punto di partenza incoraggiante.

Arena, che cittino non è, contro il Parma ha prodotto due iniziative interessanti sulla fascia. Due “sciacqui” che, se accompagnati con maggiore convinzione dai compagni, avrebbero potuto portare l’Arezzo alla vittoria. Le idee ci sono state, è mancato qualcuno pronto a trasformarle in qualcosa di concreto.

E Pattarello?

Pattarello resta il nostro Terminator. Ha dovuto fare i conti con alcuni problemi che si trascinano dalla passata stagione e che ne hanno rallentato la preparazione estiva.

Per inseguire la promozione aveva stretto i denti, pagando poi il conto durante l’estate. Ma il ritorno in campo sembra vicino e non è escluso che possa essere disponibile già per la prima giornata di campionato.

Il viaggio tra Brenta e Mantova ci lascia dunque un Arezzo ancora incompleto, appesantito dai carichi di lavoro ma con diversi segnali positivi. Ci sono giocatori già pronti, altri da aspettare e qualche possibile sorpresa.

Adesso servono pazienza, lavoro e magari un navigatore capace di distinguere una strada aperta da un cantiere. Per il resto, la rotta è sempre la stessa: quella verso il campionato, con la speranza che stavolta porti molto più lontano di una semplice amichevole estiva.

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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