A Pescaiola il problema non è comprare una bibita alle due di notte. Il problema è quando intorno alla bibita nasce un locale improvvisato, senza barista, senza orario di chiusura e soprattutto senza particolare interesse per il sonno di chi abita sopra o davanti.
A raccontare la situazione è La Nazione, che raccoglie la protesta di alcuni residenti di via Alessandro dal Borro, esasperati dai raduni notturni intorno a un distributore automatico aperto 24 ore su 24.
Secondo le testimonianze, soprattutto nei fine settimana la zona diventerebbe un punto di ritrovo fino alle prime ore del mattino, tra urla, schiamazzi e allarmi che scattano quando qualcuno scuote o colpisce le macchinette.
Una specie di bar notturno, insomma. Solo che il barista non c’è, il cameriere nemmeno e quello che deve chiedere gentilmente di abbassare la voce, alla fine, è quello in pigiama affacciato alla finestra.
Un residente racconta di aver chiamato più volte la Polizia Municipale e il 112 anche all’una, alle due e perfino alle cinque del mattino. In alcuni casi, riferisce, ragazzi infastiditi dalla mancata erogazione di un prodotto avrebbero preso a calci le macchinette, facendo scattare gli allarmi.
Quando arriva la pattuglia, però, spesso il gruppo si è già dileguato. Il classico gioco cittadino: rumore, telefonata, attesa e infine silenzio. Ma solo perché nel frattempo sono andati via tutti.
I residenti chiedono quindi un intervento del Comune, anche attraverso una limitazione degli orari dei distributori automatici, per esempio con chiusura alle 23 e riapertura al mattino.
Qui però arriva la domanda interessante.
Serve davvero un’altra ordinanza?
Perché, sempre secondo quanto riportato, il Regolamento di Polizia Urbana prevederebbe già il divieto di vendita di lattine e vetro in determinate fasce orarie, obblighi per i gestori affinché vengano scoraggiati i disturbi nelle vicinanze e sanzioni per gli schiamazzi notturni.
Tradotto dal burocratese: le regole ci sarebbero.
Mancano, sostengono i residenti, controlli sufficientemente costanti per farle rispettare.
E allora il problema potrebbe non essere la macchinetta aperta 24 ore. Una macchina, del resto, fa il suo mestiere: infili i soldi e lei prova a darti una bibita. Non urla, non parcheggia sul marciapiede e, salvo guasti, non prende a calci se stessa.
Il problema viene dopo: cosa succede intorno e chi interviene quando un distributore automatico diventa di fatto un punto di aggregazione notturna sotto le finestre delle abitazioni.
Alla protesta per il rumore si aggiunge infatti anche quella per la sosta selvaggia, con auto lasciate sui marciapiedi vicino alle attività commerciali nonostante, secondo i residenti, vi siano posti disponibili nelle vicinanze.
Il risultato è una richiesta molto meno rivoluzionaria di quanto sembri: poter dormire la notte, poter camminare sul marciapiede e vedere applicate le regole che esistono già.
Ad Arezzo, nel 2026, sta diventando quasi un programma amministrativo.


