PERGINE VALDARNO – Il doposcuola costa più del doppio e il pranzo resta nello zaino. A Pergine Valdarno le famiglie protestano per il nuovo costo del servizio destinato agli alunni delle elementari e delle medie dell’Istituto comprensivo di Bucine: secondo quanto riportato da La Nazione, la quota annuale passa dai 899,40 euro dello scorso anno a 2.160 euro per il 2026/27.
Tradotto in numeri meno educati: oltre 1.200 euro in più, circa il 140%. E nel prezzo, sempre secondo quanto riferito dai genitori, non sarebbe compresa neppure la mensa. Il risultato è un doposcuola da tariffa universitaria con pranzo al sacco, perché evidentemente l’equilibrio tra famiglia e lavoro ormai si misura anche in panini preparati all’alba.
I genitori hanno chiesto chiarimenti sui criteri del nuovo affidamento e sull’aumento della quota. La questione riguarda un servizio importante per molte famiglie, soprattutto per chi deve conciliare gli orari scolastici con quelli di lavoro e non può trasformare ogni pomeriggio in una prova di logistica avanzata.
Il sindaco di Laterina Pergine Valdarno, Jacopo Tassini, ha spiegato che i criteri dell’affidamento sono pubblici e ha ricordato che la prima gara era andata deserta. Il primo cittadino si è inoltre detto disponibile a incontrare le famiglie per chiarire i passaggi che hanno portato alla nuova tariffa.
Resta però il dato che fa più rumore: da 899,40 a 2.160 euro in un anno. Un aumento che, qualunque sia la spiegazione amministrativa, pesa direttamente sui bilanci domestici e arriva proprio mentre settembre presenta alle famiglie il consueto conto di scuola, trasporti, libri e attività.
Il confronto con il Comune servirà a capire se ci siano margini di intervento o correttivi. Nel frattempo a Pergine il doposcuola ha già imparato una materia nuova: economia domestica. Peccato che l’esame lo debbano sostenere i genitori.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


