L’Arezzo rimonta due reti al Palermo e viene punito al 94’. Ravasio e Casarosa salutano, Olivieri arriva con il 99 e in serata il club piazza il colpo Mancuso: 143 gol in carriera e contratto fino al 2027
L’Arezzo perde 3-2 contro il Palermo al termine di una partita che gli amaranto erano riusciti a rimettere in piedi dopo il doppio svantaggio. Cianci e Tavernelli firmano la rimonta, Augello la cancella al 94’ con un destro al volo da fuori area.
Poi, mentre ancora si discuteva se sul tiro di Augello qualcuno dovesse uscire oppure chiedere prima l’autorizzazione alla Questura, il mercato ha cambiato faccia all’attacco amaranto: Mario Ravasio saluta, Marco Olivieri arriva dal Cesena e, in serata, l’Arezzo piazza anche il colpo Leonardo Mancuso.
🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e valutazioni sportive soggettive.
Nell’area piccola qualcuno dovrà pure abitare
Nel primo tempo il Palermo costruisce due azioni pericolose molto simili, portando palloni alti dentro l’area piccola. La prima finisce in rete ma viene annullata per un netto fuorigioco; la seconda porta Johnsen a spingere il pallone alle spalle di Nunziante.
E allora la domanda è inevitabile: l’area piccola è competenza del portiere, dei centrali oppure dell’attaccante avversario che arriva indisturbato e si prende le chiavi di casa?
La risposta è meno comoda della domanda. Il portiere deve comandare, i difensori devono leggere il pallone e qualcuno deve seguire l’uomo. Se tutti aspettano che provveda il vicino, quello davanti segna e ringrazia pure per l’ospitalità.
La rimonta e il braccino del 2-2
Sotto di due reti, l’Arezzo reagisce da squadra vera. Cianci accorcia di testa, Tavernelli trova il pareggio e per qualche minuto il Palermo vede passare davanti agli occhi tutti i fantasmi disponibili in Sicilia.
Poi arrivano i cambi e le linee amaranto si abbassano troppo.
Per rispettare la cronologia: Pattarello entra prima del pareggio; Mawuli e Cerri subito dopo il 2-2; Viviani e Varela soltanto nel finale.
Da quel momento l’Arezzo pensa soprattutto a contenere. Renzi salva una situazione disperata, Nunziante deve ancora intervenire e gli avversari trovano spazio per calciare.
Contro il Palermo può succedere, ma quando arretri fino quasi al sottopassaggio di via Baldaccio, prima o poi qualcuno viene a cercarti.
Chi entra deve portare il coltello, non il tovagliolo
Pattarello non è ancora al meglio e si vede. Cerri, il nostro “Robertino”, è grosso, grosso davvero, ma la stazza da sola non basta se la squadra non riesce più ad accompagnarlo.
Varela resta un giocatore particolare: quando siamo in vantaggio e servono corsa, pressione e ripartenze può valere parecchio. Quando bisogna recuperare e costruire gioco, qualche volta sembra arrivare soltanto la sua metà.
Mawuli e Viviani ad Avellino avevano contribuito a contenere l’assalto finale. Contro il Palermo, da subentrati, sono sembrati meno puntuali e spesso in ritardo sulle seconde palle.
Chi entra a partita in corso deve entrare con il coltello fra i denti. Il tovagliolo si mette dopo.
Sul gol di Augello saltano tutti, il muro nessuno
La rete decisiva nasce sugli sviluppi di una rimessa laterale. Tre amaranto vanno sul pallone alto, ma dopo la respinta nessuno esce con decisione incontro ad Augello.
Il difensore del Palermo calcia al volo da fuori area e trova il gol della domenica. Che era domenica davvero, quindi almeno sul calendario non possiamo protestare.
Il tiro è splendido, ma davanti alla difesa qualcuno deve fare muro. Un centrocampista, il diretto avversario, un passante: basta che ci sia.
Invece Augello ha avuto lo spazio per prendere la mira, compilare la domanda e spedirla a Nunziante con ricevuta di ritorno.
L’arbitro e le pagelle col fiasco accanto
Marinelli, arbitro di lunga esperienza, per il Calice amaranto non raggiunge la sufficienza. Alcune decisioni hanno lasciato parecchi dubbi e nel primo tempo l’Arezzo avrebbe potuto raccogliere più di quanto ottenuto, arbitro permettendo.
Vorrei poi conoscere chi ha dato 5,5 a Iaccarino. Non per litigarci: soltanto per capire se guardava Arezzo-Palermo oppure una replica di “Un posto al sole”.
E quelli che avevano dubbi su Righetti per la Serie B?
Il ragazzo sta rispondendo sul campo, che resta il posto migliore per chiudere le discussioni senza dover aprire un gruppo WhatsApp.
Undici iniziali promossi, Inzaghi in lavanderia
Io salvo gli undici iniziali e salvo anche Bucchi. La partita era stata preparata molto bene e l’Arezzo, per lunghi tratti, ha messo alle corde una delle squadre più attrezzate del campionato.
Arena e Tavernelli sono stati super. Cianci ha segnato ancora e, caro Pietro, la doppia cifra in Serie B non è un sogno: continuando così diventa un appuntamento.
Al 2-2 Pippo Inzaghi sembrava una tarantola impazzita, con gli slip già a rischio lavanderia. Il suo festeggiamento dopo il gol di Augello dice però una cosa importante: il Palermo sapeva di averla scampata bella.
Giocare bene e perdere fa girare parecchio le scatole. Figuriamoci quando arriverà la giornata in cui giocheremo male.
Ma non tutte le avversarie sono il Palermo e non tutte avranno un Augello pronto a levarti il punto dal bicchiere al 94’.
Ravasio e Casarosa salutano, Olivieri prende il 99
Intanto il mercato ha cambiato parecchio l’attacco amaranto.
Mario Ravasio passa al Foggia in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni.
Lascia Arezzo dopo 45 presenze e 11 reti, ma soprattutto dopo aver dato un contributo importante alla promozione in Serie B. Generosità, lavoro sporco e gol pesanti: magari non sarà sempre stato elegante come un aperitivo in Piazza Grande, ma quando c’era da spingere il carretto non si è mai nascosto.
Grazie Mario e buona fortuna, tranne naturalmente quando i risultati del Foggia dovessero entrare in conflitto con i nostri interessi. L’affetto è affetto, la classifica è la classifica.
Saluta anche Matias Casarosa, ceduto a titolo definitivo all’Audace Cerignola. In bocca al lupo, Matias. Il comunicato è corto, il viaggio fino a Cerignola un po’ meno.
Ad Arezzo arriva invece Marco Olivieri, classe 1999, in prestito dal Cesena con diritto di riscatto. Ha esperienza in Serie A, Champions League e oltre cento presenze in Serie B.
Vestirà la maglia numero 99, che per un attaccante è già una dichiarazione: o segna oppure bisogna chiamare il centralino.
Benvenuto Marco. Qui il pubblico sa aspettare, purché l’attesa non superi i primi dieci minuti.
E poi arriva Mancuso: stavolta il curriculum pesa
Quando sembrava che il mercato amaranto avesse già chiuso la valigia, dall’ultimo scomparto è uscito Leonardo Mancuso.
L’Arezzo lo ha acquistato a titolo definitivo dal Mantova. L’attaccante ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027.
E qui i numeri meritano di essere messi sul tavolo: 143 gol in oltre 400 presenze tra Serie A, Serie B e Serie C.
Cresciuto nel settore giovanile del Milan, Mancuso ha vestito, tra le altre, le maglie di Como, Empoli, Pescara, Sambenedettese, Catanzaro, Palermo, Monza e Mantova.
Non arriva dunque il ragazzino da aspettare tre stagioni spiegando che “deve ambientarsi”. Arriva un attaccante del 1992 che la porta l’ha vista parecchie volte e, dettaglio ancora più interessante, spesso ha saputo anche cosa farci davanti.
Adesso Bucchi si ritrova là davanti Cianci, Cerri, Olivieri e Mancuso, con caratteristiche differenti e parecchie soluzioni in più.
Poi naturalmente il calcio resta quella meravigliosa attività umana in cui puoi presentarti con 143 gol nel curriculum e alla prima occasione mandare il pallone al distributore automatico. Ma sulla carta l’operazione ha peso, esperienza e soprattutto senso.
Benvenuto ad Arezzo, Leonardo.
Dopo Palermo resta il dispiacere per un punto buttato via al 94’, ma anche la sensazione che questa squadra in Serie B non sia arrivata per chiedere permesso.
E dopo le ultime ore di mercato, davanti c’è pure parecchia concorrenza.
Ora resta soltanto una richiesta: se gli attaccanti devono occuparsi dei gol, magari l’area piccola lasciamola in gestione a portiere e difensori.
Perché la buca può aspettare il Comune.
Augello, purtroppo, no.


