AREZZO – È Porta Sant’Andrea ad aggiudicarsi la Lancia d’Oro nella Giostra del Saracino di settembre. I biancoverdi bissano così la vittoria ottenuta a giugno e completano il cappotto, dando continuità a quanto di buono avevano mostrato nelle prove.
Una Giostra per cuori forti, combattuta fino all’ultima carriera e ricca di colpi di scena. Alla fine, però, a fare la differenza sono stati il 4 di Tommaso Marmorini e soprattutto il 5 di Saverio Montini, che hanno portato Sant’Andrea a quota 9.
Una prima serie che lascia tutto aperto
Porta Santo Spirito apre la contesa con il 5 di Elia Cicerchia, arrivato al termine di una carriera precisa. È la partenza che i gialloblù volevano e quella che gli altri quartieri avrebbero preferito evitare.
Porta del Foro risponde con Francesco Rossi, che colpisce il 4. Prima della riconsegna della lancia alla giuria, però, Rossi viene toccato dal compagno Giulio Vedovini: il regolamento prevede un punto di penalizzazione e il punteggio scende così a 3.
Porta Sant’Andrea e Porta Crucifera restano in corsa con due 4, marcati rispettivamente da Tommaso Marmorini e Matteo Bruni.
Al termine della prima serie Santo Spirito guida dunque con 5 punti, Sant’Andrea e Crucifera seguono a 4, Porta del Foro è a 3. Una situazione ancora apertissima.
Il 2 di Scortecci cambia la Giostra
La svolta arriva nella seconda serie. Gianmaria Scortecci si presenta al Pozzo sapendo che un altro centro potrebbe mettere Santo Spirito in una posizione difficilmente attaccabile. Stavolta, però, la lancia si ferma sul 2.
La Colombina chiude così a quota 7 e la Giostra torna improvvisamente nelle mani degli altri quartieri.
Giulio Vedovini centra un 5 e porta Porta del Foro a 8 punti. È un punteggio che consente ai giallocremisi di sperare, ma li costringe ad aspettare gli errori degli avversari.
Poi arriva la carriera decisiva di Saverio Montini. Il giostratore di Porta Sant’Andrea colpisce il centro e porta i biancoverdi a quota 9. A quel punto soltanto Porta Crucifera può ancora raggiungerli.
L’ultima carriera è affidata all’esordiente Gianmatteo Marmorini. La corsa è buona, ma il tiro si ferma sul 4. Porta Crucifera chiude a 8 e Piazza Grande può consegnare la vittoria a Sant’Andrea.
Il lavoro delle prove trova conferma in Piazza
Alla vigilia Porta Sant’Andrea arrivava forte della vittoria ottenuta a giugno e con buone indicazioni raccolte durante la settimana di prove. In Piazza i giostratori biancoverdi hanno trasformato quelle indicazioni in una prova concreta, trovando i punti necessari nei momenti decisivi.
Il successo nella 150ª edizione porta Sant’Andrea a 41 vittorie e vale l’aggancio a Porta Santo Spirito in testa all’Albo d’Oro della Giostra. Porta Crucifera resta a quota 39.
Il cappotto, inoltre, mancava al quartiere biancoverde dal 1994: un risultato che dà ancora più peso a una stagione praticamente perfetta.
La nuova scena di “Terra d’Arezzo”
Una menzione particolare merita anche la nuova scenografia proposta durante l’esecuzione di Terra d’Arezzo.
I Musici della Giostra e il reparto musicale degli Sbandieratori sono stati schierati lungo la lizza insieme agli armati di Signa Arretii e ai Paggi del Comune con i Gonfaloni. Al centro della scena, la Lancia d’Oro.
Una disposizione capace di dare maggiore risalto al trofeo e ulteriore solennità all’esecuzione di quello che, per molti aretini, è ormai considerato l’inno della città.
La speranza è che questa soluzione venga riproposta anche nelle prossime edizioni e non resti un unicum riservato alla Giostra numero 150.


