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A Londra Arezzo Wave è un tesoro per l’Italia. Ad Arezzo pare materiale da smaltimento speciale

L'ambasciatore la indica come esempio della musica italiana nel mondo, il nuovo corso di Palazzo Cavallo continua invece a considerarla un problema. Forse il Tamigi e l'Arno hanno criteri diversi

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A Londra Arezzo Wave è un tesoro per l’Italia. Ad Arezzo pare materiale da smaltimento speciale

L'ambasciatore la indica come esempio della musica italiana nel mondo, il nuovo corso di Palazzo Cavallo continua invece a considerarla un problema. Forse il Tamigi e l'Arno hanno criteri diversi

Passeggiando in rete ci siamo imbattuti in una di quelle chicche che, probabilmente, ad Arezzo qualcuno preferirebbe non trovassimo mai. Basta uscire dai confini comunali, anzi nazionali, per assistere a un fenomeno curioso: quello che qui viene raccontato come un problema, a Londra viene celebrato come un patrimonio della musica italiana. Questione di latitudine? No, probabilmente di lunghezza dello sguardo.

C’è qualcosa di magnificamente aretino in questa storia. Così aretino che a Londra farebbero fatica perfino a spiegarla.

Mentre ad Arezzo si discute di marchi, carte bollate, diffide e presunti problemi, nella capitale britannica si festeggiano i quarant’anni di Arezzo Wave con artisti, musicisti, organizzatori e perfino l’Ambasciata d’Italia.

Sì, proprio quella che rappresenta lo Stato italiano all’estero.

Nel video realizzato da London One Radio la musica italiana viene descritta come giovane, viva, innovativa. E Arezzo Wave viene raccontato per quello che è sempre stato: una porta spalancata sul mondo per centinaia di artisti italiani.

L’ambasciatore parla di promozione culturale, internazionalizzazione, nuove opportunità.

Ad Arezzo, invece, il dibattito sembra essersi fermato a stabilire se il festival sia un fastidio amministrativo.

Il contrasto è talmente evidente da diventare quasi comico.

Da una parte un rappresentante della Repubblica Italiana che considera Arezzo Wave uno strumento prezioso per esportare cultura italiana.

Dall’altra una città che, negli ultimi tempi, sembra aver sviluppato una rara allergia verso una delle poche manifestazioni nate qui e diventate conosciute ben oltre i confini provinciali.

Viene allora una curiosità.

Se Londra applaude, l’Ambasciata promuove, gli artisti ringraziano e il festival continua a essere invitato all’estero…

…il problema dov’è?

Perché le possibilità sono due.

O a Londra hanno preso tutti un abbaglio.

Oppure ad Arezzo siamo riusciti nell’impresa, tutta nostrana, di convincerci che un nostro successo fosse un incidente da gestire anziché un patrimonio da valorizzare.

È il solito miracolo aretino.

Più una cosa viene apprezzata nel mondo, meno entusiasmo suscita sotto le Logge del Vasari.

Attraversi la Manica e Arezzo Wave diventa un’eccellenza italiana.

Attraversi Porta San Lorentino e rischia di essere trattata come una pratica da protocollare con la dicitura “problema”.

Nel servizio di London One Radio intervengono artisti, organizzatori e perfino l’ambasciatore italiano nel Regno Unito, che definisce iniziative come Arezzo Wave fondamentali per promuovere la musica italiana e creare nuove relazioni internazionali.

Una narrazione che, francamente, sembra arrivare da un universo parallelo rispetto a quella ascoltata negli ultimi mesi ad Arezzo.

La morale?

Forse il proverbio non era soltanto nemo propheta in patria.

Ad Arezzo rischia di diventare qualcosa di ancora più raffinato: più ti applaudono nel mondo, più qualcuno si convince che il problema sei tu.

E, per una volta, non serve crederci sulla parola.

Basta guardare il video girato a Londra.

 

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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