HomeCronachePolitica - Istituzioni - SocietàVoto disgiunto? Tranquilli: non esplode la scheda e non arriva la municipale

Voto disgiunto? Tranquilli: non esplode la scheda e non arriva la municipale

Ad Arezzo si vota il 24 e 25 maggio: ecco come funziona il famoso “voto disgiunto”, quello che ogni elezione pare più complicato del 730 ma in realtà è roba da due crocette

-

Voto disgiunto? Tranquilli: non esplode la scheda e non arriva la municipale

Ad Arezzo si vota il 24 e 25 maggio: ecco come funziona il famoso “voto disgiunto”, quello che ogni elezione pare più complicato del 730 ma in realtà è roba da due crocette

Ad Arezzo manca poco al voto e c’è già gente che davanti alla scheda elettorale entra nel panico come il babbo col telecomando nuovo: guarda i simboli, sospira, gira la scheda tre volte e alla fine cerca il tasto “indietro”.

La domanda più gettonata in questi giorni non è chi vincerà.
È:
“Ma il voto disgiunto che sarebbe?”

Detto in aretino semplice semplice:
puoi votare un candidato sindaco… e contemporaneamente una lista che non lo sostiene.

Sì, davvero.
È consentito.
Non arriva la Municipale a sequestrarti la matita.

Tradotto nella pratica da aperitivo:
ti piace un candidato sindaco ma vuoi dare fiducia a un consigliere di un’altra squadra?
Lo puoi fare tranquillamente.

Basta una croce sul sindaco che preferisci e un’altra su una lista diversa, anche di una coalizione opposta.

È il famoso voto disgiunto.
Che detto così pare una manovra del fisioterapista, invece è soltanto il diritto di non votare “pacchetto completo”.

Ad Arezzo, del resto, la scelta non manca:
sei candidati sindaco, diciotto liste e ben 519 candidati consiglieri.
Praticamente più nomi sulla scheda che figurine al mercato.

Tra un po’ per chiuderla servirà il navigatore satellitare e due geometri.

Occhio poi alle preferenze.
Si possono scrivere uno o due nomi per il consiglio comunale.
Ma se ne metti due devono essere uomo e donna.
Due uomini o due donne?
La seconda preferenza viene cancellata più veloce di una promessa elettorale dopo Ferragosto.

Per vincere subito serve il famoso 50% più uno.
Altrimenti tutti al ballottaggio del 7 e 8 giugno, dove resteranno soltanto i due candidati più votati.
Una specie di spareggio comunale con meno bandierine e più santini.

E qui la partita si fa seria anche fuori dai confini cittadini.

Dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra guidata da Alessandro Ghinelli, Arezzo diventa infatti un test politico regionale bello pesante.
Da una parte il centrodestra cerca di blindare uno dei suoi fortini toscani.
Dall’altra il centrosinistra tenta di riprendersi una città persa ormai da un decennio.

Il centrodestra unito punta su Marcello Comanducci, imprenditore, ex assessore e padre della Città del Natale, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e varie civiche dell’area ghinelliana.

Il centrosinistra invece si presenta compatto con Vincenzo Ceccarelli, ex presidente della Provincia ed ex assessore regionale, sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Casa Riformista e liste civiche.

In mezzo c’è poi Marco Donati, ex Pd renziano, sostenuto da cinque civiche e da Azione, pronto a giocarsi il ruolo di ago della bilancia nel caso si arrivi al secondo turno.

Completano la corsa Egiziano Andreani, Michele Menchetti e Serena Marinelli, unica donna candidata sindaco in questa tornata elettorale.

E poi ci sono loro: le liste.
Che contano eccome.
Perché sono quelle che decidono quanti consiglieri entreranno davvero a Palazzo Cavallo.

Ma attenzione:
chi resta sotto il 3% rimane fuori dal consiglio comunale.
Tradotto:
mesi di campagna elettorale, cene, gazebo, volantini, santini, selfie e strette di mano…
per poi guardare il consiglio dal divano di casa.

Insomma:
il voto disgiunto non è un rompicapo.

È semplicemente la possibilità di dire:
“Il sindaco mi piace da una parte…
ma il consigliere lo voglio dall’altra”.

Una specie di aperitivo politico misto:
spritz da una coalizione e noccioline dall’altra.

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

Punture scelte

Porta Crucifera cambia capitano, ma Francoia resta: inventate le dimissioni con impegno quadruplicato

Mario Francoia lascia la carica di capitano e propone Marco Sisi come successore. Ma niente addii: resterà nel progetto e promette addirittura di quadruplicare il proprio impegno. A Porta Crucifera anche le dimissioni hanno bisogno delle istruzioni per l’uso.
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

Da leggere

Dello stesso autore

L’Ortica punge gratis, ma mantenerla costa

Se questo articolo ti è piaciuto, irritato o almeno evitato cinque minuti di Facebook, puoi offrirci un caffè. Anche 3 euro aiutano L’Ortica a restare libera, indipendente e fastidiosa.

Offri un caffè all’Ortica ☕

Le vignette dell’Ortica

Io ne ho viste cose… e certe le abbiamo pure votate

Lombardi prende il celebre monologo di Blade Runner e lo trasforma in una stoccata satirica sulle contraddizioni della politica e del voto italiano.

Riprendiamoci la vita