HomeSatira civicaVia Filzi dichiarata nuova area umida protetta: il Comune pronto a trasferirci...

Via Filzi dichiarata nuova area umida protetta: il Comune pronto a trasferirci aironi, rane e Polizia Municipale

Dopo anni di buche, ristagni e promesse, il cantiere infinito di via Filzi rischia la trasformazione definitiva in riserva naturale urbana

-

Via Filzi dichiarata nuova area umida protetta: il Comune pronto a trasferirci aironi, rane e Polizia Municipale

Dopo anni di buche, ristagni e promesse, il cantiere infinito di via Filzi rischia la trasformazione definitiva in riserva naturale urbana

Ad Arezzo il cantiere infinito di via Filzi cambia ufficialmente categoria: da opera incompiuta a ecosistema autosufficiente con zanzare residenti, topi pendolari e pozze d’acqua considerate ormai patrimonio idrico cittadino.

Dopo anni di immobilismo, trattative, piscine spontanee e recinzioni decorative più che utili, il sindaco Alessandro Ghinelli ha firmato l’ordinanza definitiva: “O fate i lavori oppure entra il Comune col badile, la forza pubblica e probabilmente anche con le pinne”.

La proprietà dell’area, il Gruppo Iccrea, avrà trenta giorni per prosciugare il cantiere, tombare le buche ed evitare che via Filzi venga inserita da Google Maps sotto la categoria “laghi balneabili”.

Secondo i residenti la situazione era ormai fuori controllo:
“D’estate non si può aprire una finestra senza essere punti da qualcosa che fino a ieri stava in Amazzonia”, racconta un abitante della zona. “I topi invece sono tranquillissimi. Ormai attraversano sulle strisce”.

Nel tentativo di risolvere la vicenda, Palazzo Cavallo aveva perfino proposto di riempire le voragini usando la terra avanzata da altri cantieri cittadini. Una specie di economia circolare aretina: “te scavi di là e tappi di qua”. Ma dalla proprietà sarebbe arrivato un no secco, forse per preservare l’habitat naturale.

L’ordinanza è dettagliatissima: entro cinque giorni dovranno sparire le acque stagnanti, mentre entro un mese sarà necessario impedire nuovi ristagni e mettere in sicurezza l’area. Tradotto dal burocratese: “basta allevare zanzare a cielo aperto”.

Se però i lavori non partiranno, il Comune procederà “in danno”, formula amministrativa che in Toscana suona più o meno come: “ora ci s’arrabbia davvero”.

Il dettaglio più aretino della vicenda resta però politico: il problema finirà quasi certamente sul tavolo del prossimo sindaco. Una perfetta eredità cittadina, insieme ai cantieri eterni, alle rotatorie filosofiche e ai rendering mai realizzati.

Nel frattempo, in via Filzi, gli esperti monitorano già i primi segnali di biodiversità: pare avvistato un germano reale accanto a una betoniera del 2019.

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

Punture scelte

La Verna, il miracolo della prostata arriva online. I frati: “Quello però non l’abbiamo fatto noi”

Una falsa comunicazione usa il nome del Santuario della Verna e perfino un fantomatico antico manoscritto per promuovere “ProstaOne”, presunto rimedio per la prostata. Il Santuario smentisce tutto e invita a non acquistare né fornire dati personali.
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

Da leggere

Dello stesso autore

L’Ortica punge gratis, ma mantenerla costa

Se questo articolo ti è piaciuto, irritato o almeno evitato cinque minuti di Facebook, puoi offrirci un caffè. Anche 3 euro aiutano L’Ortica a restare libera, indipendente e fastidiosa.

Offri un caffè all’Ortica ☕

Le vignette dell’Ortica

Io ne ho viste cose… e certe le abbiamo pure votate

Lombardi prende il celebre monologo di Blade Runner e lo trasforma in una stoccata satirica sulle contraddizioni della politica e del voto italiano.

Riprendiamoci la vita