Ad Arezzo passano le stagioni, cambiano le ordinanze, scadono le proroghe. Il cantiere di via Fabio Filzi, invece, resta. Una certezza urbanistica che ormai potrebbe essere inserita direttamente nello Statuto comunale.
È scaduto infatti il termine della proroga concessa alla proprietà dell’area destinata, almeno nelle intenzioni originarie, a ospitare la nuova sede della Polizia Municipale.
L’ordinanza concedeva altri 90 giorni, a partire dal 14 giugno, per completare gli interventi di messa in sicurezza e il tombamento dell’area.
Novanta giorni sono passati.
Il cantiere, a quanto riportato dalla stampa locale, non sembra essersene accorto.
Nell’area non sarebbero infatti visibili nuovi lavori significativi, mentre dai residenti continuano ad arrivare segnalazioni relative al degrado e alla presenza di topi.
Via Filzi, insomma, continua la sua lenta evoluzione: doveva arrivare la nuova sede della Polizia Municipale, poi è arrivata l’acqua, quindi il degrado e adesso siamo entrati nella prestigiosa fase amministrativa del «termine scaduto, vediamo che succede».
L’Ortica aveva già raccontato la vicenda ad aprile definendo il cantiere un piccolo miracolo al contrario: da futuro «fiore all’occhiello» a pozza di mota.
Nel frattempo era intervenuto il Comune con l’ordinanza e la proroga, prevedendo che, in caso di mancata esecuzione degli interventi, l’amministrazione potesse procedere direttamente rivalendosi poi sulla proprietà.
Ed è proprio qui che la faccenda diventa interessante.
Perché adesso i 90 giorni sono finiti e resta da capire quale sarà il prossimo passo del Comune: nuovi provvedimenti, intervento diretto oppure un’altra puntata dell’intramontabile serie aretina «Ci siamo quasi».
Una cosa, comunque, via Filzi ce l’ha insegnata: ad Arezzo anche le opere incompiute rispettano le scadenze.
Nel senso che le lasciano passare.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


