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“ORA MORDIAMOCI LA B!” Gli amaranto raccontati da tribuna a curva: gladiatori, caterpillar e destri che fanno paura

“SERIE B? ORA VIENE IL BELLO” Tra caterpillar, gladiatori e sinistri assassini: l’Arezzo raccontato senza fioretto.
Dai “piedi da maniscalco” al sinistro “da fulmicotone”: una settimana di amore amaranto tra tattica, sudore e poesia da curva

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“ORA MORDIAMOCI LA B!” Gli amaranto raccontati da tribuna a curva: gladiatori, caterpillar e destri che fanno paura

“SERIE B? ORA VIENE IL BELLO” Tra caterpillar, gladiatori e sinistri assassini: l’Arezzo raccontato senza fioretto.
Dai “piedi da maniscalco” al sinistro “da fulmicotone”: una settimana di amore amaranto tra tattica, sudore e poesia da curva

Ad Arezzo c’è chi festeggia la Serie B con lo spumante e chi, come Cesare Fracassi, la festeggia col taccuino da osservatore di tribuna, la lavagnetta tattica immaginaria e il cuore a tremila all’ora.
Una settimana di post amaranto che sembrano usciti direttamente dal pullman dei tifosi in trasferta: sudore, urla, cavallino sul petto e zero salottini.

Per Fracassi la B non è un premio, è una guerra nuova.
“Bisogna affrontare una discesa più ardua e faticosa della salita”, scrive, come uno che già si vede a combattere il lunedì sera sotto la pioggia a Catanzaro o Cremona.
E allora giù l’elenco sacro del calcio vero: rapidità, fisicità, volontà, tecnica e movimento continuo. Tradotto dal fracassiano al toscano corrente: “In B se cammini ti mangiano vivo”.

Poi parte la processione dei guerrieri amaranto, uno per uno, come quando in curva si cantano i nomi a fine partita.

Tra i più esaltati c’è Camillo Tavernelli, definito “spina nel fianco di tutte le difese”, uno col destro “fulminante” e la capacità di adattarsi ovunque.
Per Fracassi il Cavallino d’Oro è meritato due volte: praticamente una beatificazione calcistica.

E accanto a lui Varela, ribattezzato “Speedy Gonzales”, uno che “se ha spazio ti uccide le partite”.
Poesia da gradinata pura.

Sul portiere Venturi il tono diventa quasi romantico: non altissimo, ma con “riflessi da diciottenne”, bravo coi piedi e sicuro pure sui rigori.
Trombini invece viene celebrato come uomo-spogliatoio, mentre il giovane Galli è trattato come il figliolo da allevare sotto l’ala dei veterani.

Ma il capolavoro fracassiano arriva sul mediano Mawuli.
Una definizione che meriterebbe la targa fuori dallo stadio:

“Due piedi fatti da un maniscalco e non da Michelangelo”.

Eppure, dentro quella corazza da automa, Fracassi ci vede il dono raro della posizione giusta al momento giusto.
Un caterpillar africano in mezzo al traffico della Serie C.

Poi tocca a Pattarello, forse il più divisivo tra i tifosi.
Fracassi lo difende come un ultrà difende il bomber contestato: strappi, rigori procurati, ammonizioni fatte prendere agli avversari e un sinistro “da fulmicotone”.
Difetto? “Forse un destro come il suo sinistro”.
Che tradotto significa: se avesse avuto pure il destro, a quest’ora non stava ad Arezzo.

E davanti?
Cianci e Ravasio promossi come due arieti da battaglia: magari non velocissimi, ma capaci di stare sempre nel posto giusto.
Gente da area di rigore sporca, da sportellate e palloni pesanti.

In mezzo a schemi, “calici”, trazioni anteriori, esterni invertiti e triangolazioni da lavagna consumata al bar, il succo dei post di Fracassi è uno solo: questa squadra l’ha amata davvero.
Con l’occhio del tifoso, il cuore dell’allenatore mancato e la penna di uno che la partita continua a giocarla anche il giorno dopo.

E ora che la B è arrivata davvero, dalle parti di Arezzo c’è già chi scalpita.
Perché come insegnano quelli di curva, la promozione si festeggia il giusto.
Poi si rialza la sciarpa e si ricomincia a cantare.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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