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Arezzo, chiuse le aree gioco per bambini: “Così finalmente non romperanno più le altalene da soli”

Dopo anni di segnalazioni ignorate, il Comune risolve il problema del degrado transennando tutto

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Arezzo, chiuse le aree gioco per bambini: “Così finalmente non romperanno più le altalene da soli”

Dopo anni di segnalazioni ignorate, il Comune risolve il problema del degrado transennando tutto

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 

📄 FONTE comunicato PD Arezzo 

AREZZO – Dopo anni di richieste ignorate, manutenzioni rimandate e giochi lasciati marcire sotto sole, pioggia e bestemmie dei genitori, il Comune di Arezzo ha finalmente trovato la soluzione definitiva al degrado delle aree per bambini: chiuderle direttamente.
Le storiche aree gioco del Pionta e di via Curina sono state transennate nei giorni scorsi “per motivi di sicurezza”, inaugurando quello che secondo l’amministrazione potrebbe diventare “un nuovo modello urbano sostenibile: meno manutenzione, meno problemi, meno bambini”.
“Ci accusano di non intervenire da anni, ma non è vero”, precisa un assessore indicando con orgoglio una buca rattoppata davanti a un seggio elettorale. “Abbiamo asfaltato intere strade a trenta giorni dal voto. È evidente che la manutenzione è una priorità. Certo, sulle aree gioco abbiamo adottato una strategia più innovativa: aspettare che cadano da sole”.
Secondo alcune indiscrezioni, i tecnici comunali avrebbero valutato diverse ipotesi prima della chiusura, tra cui:

Secondo alcune indiscrezioni, i tecnici comunali avrebbero valutato diverse ipotesi prima della chiusura, tra cui:

  • effettuare controlli periodici;
  • fingere che i bambini amino i parcheggi;
  • dichiarare le altalene “installazioni artistiche sul concetto di abbandono”.

Alla fine ha prevalso la linea più economica: il lucchetto.

Alla fine ha prevalso la linea più economica: il lucchetto.
Grande la delusione delle famiglie, che da anni segnalavano scivoli pericolanti, molle arrugginite e pavimentazioni degne della Salerno-Reggio Calabria del 1997. “Portavo mio figlio lì per insegnargli l’equilibrio”, racconta una madre. “Ora però può continuare ad allenarsi tranquillamente sui marciapiedi cittadini”.
Nel frattempo, l’amministrazione invita i cittadini a non fare polemica: “I bambini possono ancora socializzare guardando i cantieri elettorali e contando le toppe sull’asfalto nuovo”.

Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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