La Giostra è finita il 6 settembre. Il dopo Giostra, invece, ad Arezzo non ha una data di scadenza. E quando sembrava che sfottò, battute e regolamenti di conti quartieresco-familiari avessero ormai consumato le ultime energie, nella notte sono comparsi i manifesti funebri.
La defunta, almeno secondo gli autori dell’iniziativa, sarebbe “NONNA CRUCIFERA”.
I fogli, realizzati con la grafica inequivocabile del manifesto mortuario, sono stati affissi in vari punti della città e della periferia, arrivando anche all’ingresso dell’ITIS. Perché quando ad Arezzo c’è da prendere in giro un quartiere rivale, evidentemente anche l’istruzione tecnica deve fare la sua parte.
Il testo non lascia molto spazio alla diplomazia: “sotto i colpi di lancia biancoverde” sarebbe venuta a mancare la povera Nonna Crucifera. Seguono preghiere inutili, parenti affranti, “nipoti acquistati”, il “Tempo Galantuomo” e il “Noto Quartierista”, fino all’invito finale a destinare offerte, possibilmente cospicue, al fantomatico C.A.R.L.A., ovvero “Centro Aiuto Rossoverdi Lamentosi”.
Insomma, più che un necrologio una raffica di legnate postume.
L’affissione all’ITIS aggiunge quel tocco di diffusione capillare che mancava: centro, periferia, scuole. Se continua così, il prossimo manifesto lo troviamo dentro la bolletta di Estra o appeso al tabellone delle partenze alla stazione.
È la solita Arezzo del dopo Giostra: per qualche giorno si giura che “ora basta, pensiamo alla prossima”, poi qualcuno trova una stampante, della colla e soprattutto troppo tempo libero.
E la pace tra i quartieri viene rinviata, come da tradizione, a data da destinarsi.





