Chef Shady Hasbun rappresenterà ancora una volta la cucina aretina al Cous Cous World Championship, in programma da giovedì 24 a sabato 26 settembre a San Vito Lo Capo, in Sicilia. Il cuoco italo-palestinese affronterà la sua settima partecipazione alla competizione internazionale, dopo essere già riuscito più volte a salire sul podio e a piazzarsi tra i migliori.
Il campionato mondiale, inserito nel programma del Cous Cous Fest, riunirà cuochi provenienti da diversi Paesi e tradizioni gastronomiche. Il cous cous farà così quello che spesso riesce male alla politica: mettere tutti intorno allo stesso tavolo senza che qualcuno chieda immediatamente il conto.
Chef Shady gareggerà in squadra con Tze’ela Rubinstein. Insieme presenteranno una ricetta intitolata “Il gusto dell’altro”, costruita attorno a due preparazioni: un’insalata di cous cous al cocomero e una polpetta fritta di cous cous, ripiena di carne speziata e accompagnata da salse.
Una proposta che combina freschezza e sapori intensi, componente vegetale e spezie, Toscana e Medio Oriente, rendendo omaggio anche alla Sicilia che ospita la manifestazione.
«Due cous cous unici, capaci di brillare da soli, ma che nello stesso piatto trovano una perfetta armonia. Perché conoscere e accogliere il gusto dell’altro è il primo passo per scoprirsi vicini», spiegano i due chef nella presentazione della ricetta.
La partecipazione conferma il percorso gastronomico di Shady Hasbun, da anni impegnato in una cucina che unisce tradizione mediterranea, contaminazioni internazionali, sostenibilità e valorizzazione delle materie prime. Una cucina utilizzata non soltanto per mettere insieme ingredienti, ma anche per raccontare territori, identità e incontri tra culture diverse.
Il programma si aprirà alle 20.30 di mercoledì 23 settembre con la cerimonia dei popoli. Da giovedì 24 cominceranno le gare a eliminazione diretta tra le squadre partecipanti, fino alla finalissima di sabato 26 settembre, quando la giuria proclamerà il nuovo campione del mondo.
Per Chef Shady sarà dunque un’altra occasione per portare Arezzo su un palcoscenico internazionale. Stavolta niente lancia d’oro, cavalli o carriere in Piazza Grande: bastano semola, spezie e parecchio mestiere.


