«Habemus muro!». E ad Arezzo, dove talvolta per mettersi d’accordo sul colore di una fioriera servirebbe una conferenza di pace internazionale, la notizia ha quasi del miracoloso.
I condomini di via Teofilo Torri 7 hanno infatti deciso all’unanimità di mettere a disposizione una grande parete del loro palazzo per il progetto del murale dedicato ai quarant’anni di Arezzo Wave.
Per farlo hanno convocato addirittura un’assemblea straordinaria e il risultato, raccontato dagli stessi residenti con una buona dose di ironia, è stato inequivocabile:
«Habemus muro! Con una maggioranza che nelle assemblee di condominio ha quasi del soprannaturale, il 100% dei condomini ha approvato la concessione del muro. Venti metri di parete, tanta roba! Saluti e felicitazioni da via Teofilo Torri n. 7».
Insomma, venti metri di muro e nemmeno un condomino contrario. Un risultato che nel complicato ecosistema delle assemblee condominiali meriterebbe probabilmente di essere studiato dalle Nazioni Unite.
La parete viene così proposta per ospitare il murale legato ai quarant’anni di Arezzo Wave, aggiungendo un nuovo tassello al progetto dedicato alla storia della manifestazione musicale nata ad Arezzo.
Dalla Fondazione Arezzo Wave Italia è arrivato il ringraziamento ai condomini per la disponibilità e soprattutto per lo spirito con cui hanno accolto l’iniziativa.
E forse la parte più bella della storia è proprio questa: un progetto culturale che, invece di rimbalzare tra carte, timbri e formule burocratiche, trova venti metri di muro grazie alla disponibilità diretta di alcuni cittadini.
Adesso il muro c’è.
Che, conoscendo l’Italia, è già metà dell’opera.


