La nuova rotatoria della Catona è aperta alla circolazione, ma una parte dell’anello resta ancora chiusa.
La nuova rotatoria di via Buonconte da Montefeltro è aperta. O quasi.
Si passa, si sale, si scende e da Tregozzano adesso si può arrivare verso il Bar della Catona. I sensi di marcia ci sono. Quello che ancora non si può fare è la cosa che, ingenuamente, uno assocerebbe a una rotatoria: fare tutto il giro, perché una parte dell’anello resta chiusa.
Insomma, la rotatoria è entrata in servizio, ma in versione anticipata. Un po’ come aprire il luna park quando stanno ancora montando una giostra.
Perché ieri, nella zona Catona, la prima reazione popolare è stata più o meno questa:
“Ma è aperta a metà?”
Beh, stavolta il popolo non aveva tutti i torti.
Aperta sì. Finita, non proprio.
Dopo settimane di lavori, deviazioni, sopralluoghi, annunci e attese, la nuova viabilità è quindi utilizzabile, ma con una parte della rotatoria ancora non percorribile.
E dire che l’evento stagionale della Catona aveva ormai creato una vera comunità di osservatori.
Quelli della zona Catona, La Cella e Junior Tennis.
Gente che per settimane ha seguito l’opera con attenzione superiore a quella riservata normalmente a una finale mondiale.
Ogni mattina controllo avanzamento lavori.
Ogni pomeriggio verifica del brecciolino.
Ogni sera relazione tecnica non richiesta alla moglie.
“Secondo me domani asfaltano.”
“Secondo me quel cordolo unn’è finito.”
“Secondo me la fanno aprire venerdì.”
Dal Comune, inizialmente, si parlava di lavori destinati a concludersi tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Poi i tempi si sono allungati e la rotatoria è arrivata a settembre.
Nel frattempo, per molti osservatori locali, il cantiere era ormai diventato una seconda casa.
Con conseguenze anche familiari.
Mogli esasperate perché questi omini uscivano presto, rientravano tardi e alla domanda “dove sei stato?” potevano finalmente rispondere con dignità istituzionale:
“A vedere la rotatoria.”
Dopo quasi due mesi di questo impegno civico, il minimo sindacale sarebbe stato almeno poter assistere al gran finale.
Invece il finale, per ora, è rimandato.
La rotatoria si usa, ma non si gira tutta. Una soluzione che ha il pregio di tenere ancora impegnati i pensionati della zona, evitando il trauma improvviso da fine cantiere.
E l’inaugurazione?
Forse è presto. Del resto, per tagliare il nastro sarebbe opportuno almeno avere abbastanza rotatoria da circondarlo.
Quando aprirà anche l’ultimo tratto, magari arriveranno pure il prosecchino, due salatini e una stretta di mano.
Volendo, Mauro Valenti potrebbe organizzare anche un piccolo concerto Let’s Wave direttamente sulla rotatoria.
E se proprio vogliamo fare le cose in grande, si recupera pure Nada.
Nel frattempo i pensionati possono stare tranquilli: il cantiere non è ancora finito.
E le mogli, purtroppo per loro, dovranno aspettare ancora un po’ per riaverli indietro.

