La Città del Natale 2026 comincia il 14 novembre, ma ad Arezzo il Natale ormai non guarda più il calendario. I panettoni erano già in vendita ad agosto e il 17 settembre il sindaco parlava già di casine, mercatini e turisti: di questo passo a Ferragosto 2027 accendiamo direttamente l’albero.
Il sindaco Marcello Comanducci, dal Prato, ha ricordato l’apertura dell’avviso per le casine del villaggio natalizio e annunciato alcune novità: la Fondazione Arezzo Intour avrà una regia più ampia dell’intera manifestazione, saranno raccolte proposte per eventi collaterali, si lavorerà a un progetto unitario per Guido Monaco e c’è anche l’idea di una app per mettere in rete iniziative, negozi e offerte.
Insomma, il Natale aretino punta a diventare sempre più organizzato, coordinato e digitale. Resta da risolvere quel piccolo dettaglio analogico chiamato Arezzo.
Perché sotto il video del sindaco è immediatamente comparso il tradizionale catalogo dei problemi cittadini.
C’è chi vorrebbe portare mercatini e attrazioni anche in piazza Saione, San Lorentino, San Domenico e via Cavour. Chi ricorda il mercatino di piazza Risorgimento e San Jacopo e chiede maggiore attenzione. Chi vorrebbe più varietà nelle casine del Prato. Chi chiede di valorizzare monumenti e musei.
Poi, inevitabilmente, arriva il reparto logistica.
Parcheggi per i turisti. Parcheggi per i residenti. Bagni pubblici. Traffico. Strade. Tombini. Cantieri.
E naturalmente la rotatoria di via Fiorentina, che ormai riesce a comparire in una discussione sulla Città del Natale con la stessa naturalezza con cui il prezzemolo compare nelle ricette.
Il problema, però, al netto dell’ironia, esiste davvero ed è vecchio almeno quanto il successo della manifestazione.
Negli anni il Comune ha dovuto predisporre aree di sosta aggiuntive, navette, modifiche alla circolazione e spazi riservati ai residenti. E le proteste nelle zone maggiormente interessate dal traffico non sono nate oggi: dalla Catona a San Clemente, il tema delle auto lasciate ovunque durante i grandi eventi è già emerso più volte.
È il famoso problema del lenzuolo troppo corto.
Se fai arrivare centinaia di migliaia di persone hai centrato l’obiettivo turistico, ma da qualche parte devi metterle.
Se aumenti i parcheggi per i visitatori rischi di invadere i quartieri.
Se proteggi i parcheggi dei residenti diminuiscono quelli disponibili per chi arriva.
Se concentri tutto nel centro storico protestano le altre zone della città.
Se allarghi la manifestazione, qualcuno dovrà spiegare dove passeranno macchine, autobus, navette e probabilmente anche Babbo Natale.
La particolarità è che oggi a dover gestire questo gigantesco Tetris natalizio è proprio Marcello Comanducci, uno degli uomini che la Città del Natale la volle quando era assessore al turismo.
Nel 2015 l’allora sindaco Alessandro Ghinelli gli attribuiva pubblicamente un ruolo decisivo nella nascita dell’iniziativa.
Undici anni dopo Comanducci è diventato sindaco e si ritrova davanti alla versione adulta della propria creatura.
Un po’ come comprare un cucciolo adorabile e scoprire anni dopo che pesa settanta chili, mangia due sacchi di crocchette e dorme sul tuo lato del letto.
Perché sarebbe difficile negare che la Città del Natale abbia funzionato sul piano dell’attrazione turistica. Negli ultimi anni i numeri sono cresciuti enormemente, insieme alle presenze negli alberghi, nei musei e nelle strade del centro.
Ed è proprio questo il punto.
Il problema di Arezzo non è più convincere la gente a venire.
È capire dove metterla quando arriva.
E soprattutto come evitare che, mentre il turista fotografa le lucine del Prato, il residente giri quaranta minuti intorno a casa cercando uno stallo e cominci lentamente a trasformarsi nel Grinch.
La nuova “regia unica” annunciata dalla Fondazione Arezzo Intour potrebbe dunque avere davanti una missione ben più impegnativa dell’organizzare casine ed eventi: mettere insieme una città che durante il Natale vuole contemporaneamente più turisti, meno traffico, più parcheggi, meno automobili, più iniziative in centro, più iniziative in periferia, più commercianti coinvolti e possibilmente nessun disagio.
A quel punto l’app annunciata dal sindaco potrebbe essere davvero rivoluzionaria.
Basterebbe una sola funzione.
“Trova parcheggio”.
Se funziona quella, per il miracolo di Natale siamo già a buon punto.


