AREZZO – La campanella è tornata a suonare, gli zaini sono rientrati in servizio e le foto del primo giorno hanno fatto il loro dovere. Ma nelle scuole della provincia di Arezzo quest’anno c’è un dato che si sente anche senza microfono: gli studenti sono 41.340, circa mille in meno rispetto allo scorso anno.
L’anno scolastico 2026/27 parte così con 2.071 classi distribuite nel territorio provinciale. Numeri che, al di là della consueta liturgia della prima campanella, raccontano una tendenza molto meno festosa: la popolazione scolastica continua a ridursi.
Un migliaio di alunni in meno in dodici mesi non significa soltanto qualche banco vuoto. Vuol dire classi che cambiano dimensione, istituti che devono fare i conti con numeri più piccoli e territori nei quali il calo demografico smette di essere una statistica nazionale e si presenta direttamente al registro elettronico.
Il primo giorno di scuola resta naturalmente una festa per studenti e famiglie. Ma mentre amministratori e istituzioni augurano buon anno scolastico, i numeri ricordano che il problema vero non è solo come organizzare la scuola di oggi: è capire quanti studenti ci saranno domani.
Perché le campanelle continuano a suonare puntuali. Sono gli alunni, lentamente, a diventare meno.


