Ad Arezzo torna il “Parcheggio consapevole”, il progetto che permette di lasciare gratuitamente l’auto in alcune aree di sosta durante gli orari di ingresso e uscita dalle scuole.
La misura è stata confermata per l’anno scolastico 2026/2027 con l’obiettivo, piuttosto ambizioso ma meritorio, di convincere mamme, babbi e nonni che accompagnare un bambino a scuola non comporta necessariamente il diritto costituzionale alla doppia fila.
La gratuità riguarda innanzitutto i parcheggi Mecenate e Baldaccio, dove è possibile entrare e uscire senza pagare nelle fasce comprese tra le 7.45 e le 8.30 e tra le 13 e le 13.45.
Al parcheggio Cadorna di piazza Amintore Fanfani, invece, la sosta è gratuita dalle 13 alle 13.45 e dalle 16.35 alle 17.20 nei giorni feriali. Il sabato la fascia prevista è dalle 12 alle 12.45.
In questi casi, per usufruire della gratuità, l’ingresso e l’uscita dal parcheggio devono avvenire all’interno della fascia prevista.
Diverso il funzionamento delle aree di sosta su strada vicine alle scuole. Qui occorre esporre l’apposito contrassegno rilasciato dagli istituti scolastici.
Le fasce gratuite sono, salvo eccezioni, dalle 8 alle 8.30, dalle 13 alle 13.30 e dalle 16 alle 16.30.
Ecco le aree interessate:
• via Monte Cervino per la scuola Montebianco;
• piazza Sant’Andrea, via Trento e Trieste e via Sansovino per la scuola Pio Borri;
• via Pietro Aretino per i genitori degli alunni delle scuole parificate presenti nella stessa via;
• via Rismondo e via Guelfa per la scuola media IV Novembre;
• via Rismondo e via Guelfa, da quest’anno, anche per i genitori dei bambini della scuola dell’infanzia paritaria Sant’Antonio di via Trasimeno;
• via Signorelli e via Guadagnoli, nel tratto compreso tra via Crispi e via Garibaldi, per la scuola primaria Pio Borri;
• Campo di Marte per la scuola primaria Masaccio.
Per il Liceo scientifico Francesco Redi sono invece disponibili i parcheggi di via Marco Perennio nella fascia dalle 13 alle 13.45.
Il progetto nasce per ridurre la sosta irregolare nelle immediate vicinanze delle scuole e offrire un’alternativa a chi deve accompagnare o riprendere gli studenti.
Adesso resta la parte più difficile: convincere qualcuno che fare cinquanta metri a piedi dal parcheggio al cancello della scuola non costituisce attività sportiva estrema.
Perché il parcheggio è “consapevole”. L’automobilista, possibilmente, pure.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


