🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Ore 12.15. Siamo in procinto di sostenere gli amaranto contro il Südtirol e, nell’attesa, meglio partire da una certezza: un buon salato prima di un eventuale dolce risultato. Perché il calcio sarà pure imprevedibile, ma affrontarlo a stomaco vuoto sarebbe proprio da dilettanti.
I pronostici ci danno perdenti. E allora? I pronostici servono a riempire le colonne, non a giocare le partite. La fede amaranto, quella, non guarda le percentuali, non consulta gli algoritmi e soprattutto non chiede il permesso a nessuno.
Questa è passione. È stare lì prima della partita con la testa già al primo pallone, al primo contrasto, alla prima corsa fatta come se fosse l’ultima. Perché Arezzo, la sua gente, la società, il Presidente e questa squadra meritano di vedere in campo undici giocatori che non facciano semplicemente il loro: devono dare per cinque.
Eccole allora, le 5 de’ Rezzo: correre per cinque, lottare per cinque, crederci per cinque, aiutarsi per cinque e uscire dal campo avendo dato cinque volte quello che pensavi di avere nelle gambe.
Non chiediamo magie. Non serve inventarsi il calcio del futuro. Serve quello vecchio, semplice e parecchio aretino: maglia sudata, palloni sporchi, denti stretti e zero reverenza. Se quelli davanti sono favoriti, facciano pure. Noi s’ha da giocare.
Alla fine i conti si faranno. Intanto il salato è pronto. Per il dolce aspettiamo novanta minuti, sperando che abbia un bel sapore amaranto.


