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Quando la verità non viene negata: viene lasciata marcire

Il potere non cancella la verità: la lascia consumarsi nel tempo fino a renderla innocua

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Quando la verità non viene negata: viene lasciata marcire

Il potere non cancella la verità: la lascia consumarsi nel tempo fino a renderla innocua

In questi giorni si è tornati a parlare di Epstein, dei suoi legami, dei suoi giri, dei suoi contatti altissimi.
E come spesso accade, quando certi nomi fanno troppo rumore, la scena si riempie di frasi già sentite: “io non sapevo”, “lo conoscevo ma non sapevo chi fosse davvero”, “ero vicino,
ma non ero dentro”.

Tra i nomi tornati a galla ci sono anche quelli dei Clinton, che stanno cercando, come altri, di prendere le distanze da una storia ormai marcia da anni, pronta a esplodere.

E allora viene da pensare una cosa semplice, quasi ingenua: ma possibile che nessuno sapesse mai niente?

Possibile che quando il potere gira tra soldi, relazioni e ambienti esclusivi, la verità diventi sempre…nebbia? Possibile che certi scandali facciano tremare tutto per qualche giorno, e poi si siedano lentamente in una zona grigia dove nessuno paga davvero fino in fondo?

È la stessa sensazione che molti provano davanti a tanti casi, tra cui quello di Emanuela Orlandi.
Non perché le storie siano uguali, ma perché il sapore finale è simile: troppi anni, troppi silenzi, troppe mezze verità, troppa assuefazione.

E così la verità non viene cancellata.
Che sarebbe quasi più onesto.
No.
Viene lasciata lì.

All’inizio fa rumore. Indigna, scuote, mobilita. Poi il tempo passa.
Le notizie cambiano.
La vita chiama.

E quella verità resta sospesa, senza più urgenza.

Non è stata chiarita.
Non è stata negata. È stata semplicemente lasciata invecchiare.

E intanto cresce una sensazione fastidiosa: che esistano due pesi e due misure.

Perché, diciamolo senza girarci intorno: chi ruba una mela rischia di pagarla subito. Chi si muove nei piani alti, spesso non finisce in galera: finisce in una dichiarazione, in una deposizione, in una frase ben costruita.

E allora il punto non è solo capire chi è colpevole. Il punto è un altro: com’è possibile che certi ambienti riescano sempre a far invecchiare la verità fino a renderla innocua?

Non sempre il potere riesce a farsi assolvere. Ma molto più spesso crea la situazione ancora più furba:
quella di far stancare la gente con mille voli pindarici.

E quando la gente si stanca, la verità non serve più a cambiare le cose.
Serve solo a lasciarci addosso quella muffa morale che conosciamo bene.

Quella di un mondo in cui, troppo spesso, i piccoli pagano per intero e i grandi se la cavano a metà.
S.S.C.

Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari, nata a Milano nel 1955, si trasferisce a Melzo nel 1990. Membro del “GAM” dal 1997, partecipa a mostre locali esplorando diverse tecniche artistiche: ritratti a matita, dipinti a olio, sculture in argilla e quadri in resina. Ha fondato una galleria d’arte e una scuola di cake design. Il quotidiano Il Giorno ha descritto via Napoli 37 come “la Montmartre di Melzo”. Attualmente, si dedica principalmente alla scrittura.

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