HomeCronacheFatti di cronacaTruffa ai danni di un’anziana: arrestata una coppia dalla Polizia di Stato

Truffa ai danni di un’anziana: arrestata una coppia dalla Polizia di Stato

Colpo sventato grazie al pronto intervento della Polizia di Stato e alla segnalazione del figlio della vittima

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Truffa ai danni di un’anziana: arrestata una coppia dalla Polizia di Stato

Colpo sventato grazie al pronto intervento della Polizia di Stato e alla segnalazione del figlio della vittima

Nei giorni scorsi la Questura di Arezzo ha diramato una nota di ricerca relativa a un’autovettura Fiat 500, a bordo della quale viaggiavano un uomo e una donna ritenuti responsabili di una truffa ai danni di un’anziana residente in provincia di Arezzo.

La vittima aveva ricevuto una telefonata da una voce femminile che, spacciandosi per la figlia, riferiva di essere trattenuta presso una caserma dei carabinieri a causa di presunte multe non pagate. L’interlocutrice spiegava che, per evitare il carcere, sarebbe stato necessario consegnare immediatamente una somma di denaro o dei preziosi. Poco dopo, una seconda telefonata da parte di un sedicente carabiniere convinceva definitivamente la donna, che, in preda al panico, raccoglieva tutti i monili d’oro in suo possesso.

Di lì a breve un uomo, fingendosi appartenente all’Arma, si presentava presso l’abitazione dell’anziana e ritirava i preziosi. Il raggiro stava per andare a buon fine quando l’improvviso rientro del figlio della donna consentiva di accorgersi della truffa. Il giovane tentava di bloccare il malvivente, che tuttavia riusciva a fuggire con la refurtiva, salendo a bordo dell’auto condotta dalla complice.

Nonostante la fuga, il son riusciva ad annotare parte della targa del veicolo e a comunicarla immediatamente al Numero Unico di Emergenza 112. Grazie a queste informazioni, l’auto veniva intercettata e fermata dagli agenti della Polizia Stradale di Roma Nord sull’autostrada A1, in provincia di Rieti.

Alla luce della nota di ricerca e dell’atteggiamento nervoso degli occupanti, i poliziotti procedevano a una perquisizione personale e veicolare, rinvenendo nel vano portaoggetti diversi monili d’oro dei quali i due non erano in grado di giustificare il possesso. Accertato che i preziosi erano provento della truffa, gli stessi venivano sequestrati per la successiva restituzione alla legittima proprietaria.

I due soggetti venivano quindi arrestati dalla Polizia di Stato e, su disposizione della Procura della Repubblica, condotti rispettivamente presso il carcere di Rieti e il carcere femminile di Rebibbia.

Nell’ambito del procedimento penale instaurato, l’eventuale responsabilità degli indagati sarà accertata dall’Autorità Giudiziaria competente. Si precisa che, allo stato attuale delle indagini preliminari, gli arrestati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.

Redazione
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