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La fede chianina

Il gossip di Cesare Fracassi
La vita quotidiana dei contadini nella diocesi di Arezzo e il potere simbolico dell'anello di famiglia

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La fede chianina

Il gossip di Cesare Fracassi
La vita quotidiana dei contadini nella diocesi di Arezzo e il potere simbolico dell'anello di famiglia

Usava in tutto il territorio della diocesi di Arezzo, nelle famiglie dei contadini…
Seduto con gli altri ragazzi sulle panche del camino osservavo…, sopra di noi, ai cento chiodi impiantati nei travicelli, le spighe di granturco ad asciugare. La tavola dei grandi, tutti con una sola scodella, una sola posata e un solo coltello, anzi “coltella”, dal pane.

Il capofamiglia, che però era sottoposto, sedeva a capotavola, secondo una forma ormai tramandata da secoli. A lato, lei: non regina, ma imperatrice assoluta della casa; poi i figli, le nuore… e le figlie? Vi domanderete! Erano assorbite dalle famiglie dei propri mariti. E noi, senza scodella, ci accontentavamo di due fette di pane unto con olio, da strusciare sulla lisca d’aringa appesa al camino.

Gli uomini: uno era addetto alla cantina, uno alle bestie bianche e il vecchio, finché poteva, alla coltratura dei campi. E i ragazzi, usati come peso per l’erpice o il livellatore di legno per il terreno: minimo dovevano essere tre maschi adulti.

Le donne: una ai maiali, una ai conigli e a fare l’erba; e l’imperatrice, ai polli, sempre intorno alla casa.

Una volta, la Beppina, trovando la porta della stanza dei vecchi aperta (che di regola era sempre chiusa), vi entrò. Questa stanza dava accesso alla dispensa, dove c’erano la gabbia per il prosciutto e i salami appesi, oltre alla madia per la farina e il pane. Aprì il primo cassetto del canterano con quelle maniglie dalle borchie di latta, e ci mostrò il tesoro: lo scettro, il potere. Era un anello a margherita di oro ramato, a bassa lega, con piccole pietre rosse, contenuto in un astuccio di legno. Ci disse, a noi più piccoli: “Quando la mi’ mamma comanderà, la mi’ nonna gli darà questo anello!”

La Doda, la nuora, moglie del primo figliolo, mamma della Beppina, era ancora addetta ai conigli. Non comandava, ma lavorava quanto una “miccia”. Questo era matriarcato!

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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