La Camera di Commercio di Arezzo-Siena ha deciso di affrontare tre delle grandi sfide del nostro tempo: sostenibilità, responsabilità sociale e parità di genere. Per la provincia di Arezzo sono stati messi sul tavolo 11mila euro. Undicimila. Una cifra che, distribuita sull’intero territorio provinciale, rischia di esaurirsi prima ancora che qualcuno abbia finito di pronunciare «Environmental, Social and Governance».
Il Bando Certificazioni 2026 prevede contributi a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 2.500 euro per impresa. La dotazione complessiva è di 22mila euro, divisi equamente fra Arezzo e Siena.
Facendo due conti, operazione ancora consentita anche senza certificazione ISO, con gli 11mila euro riservati ad Arezzo si possono finanziare quattro imprese al massimo del contributo, lasciando 1.000 euro per un’eventuale quinta. Naturalmente, se i contributi richiesti saranno inferiori, i beneficiari potranno essere di più. La sostenibilità, del resto, comincia proprio dal saper risparmiare.
Il bando riguarda le micro, piccole e medie imprese che intendono ottenere per la prima volta determinate certificazioni aziendali. Per richiedere il voucher, la certificazione deve essere già stata ottenuta nel 2026 e allegata alla domanda: non basta dichiarare l’intenzione di conseguirla. Particolare attenzione viene riservata alla parità di genere: le richieste per la certificazione UNI/PdR 125:2022 avranno la precedenza nell’assegnazione delle risorse.
Previsto anche un premio aggiuntivo di 250 euro per le imprese in possesso del Rating di Legalità. La legalità non ha prezzo, ma in questo caso ha almeno un piccolo incentivo.
Le domande dovranno essere presentate entro il 30 novembre 2026, secondo le modalità indicate nel bando ufficiale, consultabile sul sito della Camera di Commercio di Arezzo-Siena.
L’iniziativa ha certamente una finalità utile: aiutare le imprese ad affrontare i costi delle certificazioni. Resta però una domanda: con 11mila euro per un’intera provincia, quanto si può incidere davvero sulla sostenibilità e sulla parità di genere del sistema produttivo?
Perché le grandi trasformazioni cominciano anche dai piccoli passi. Qui, però, più che un passo sembra una camminata in punta di piedi.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


