Il Comune di Castiglion Fiorentino intende costituirsi parte civile nei procedimenti legati al pestaggio avvenuto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre in Corso Italia. Lo ha annunciato il sindaco Mario Agnelli durante il Consiglio comunale di oggi,giovedì 29 ottobre, intervenendo su una vicenda che ha scosso la città.
L’aggressione ha avuto come vittima un artigiano di 35 anni, colpito da un gruppo di giovani nel centro storico e successivamente operato alla spalla. L’Ortica aveva raccontato il pestaggio il 27 ottobre, mentre il giorno successivo aveva riferito dell’identificazione dei giovani ritenuti coinvolti. Le singole responsabilità restano da accertare.
«Se qualcuno pensava che avrei omesso di parlare dell’episodio di sabato, si sbagliava di grosso», ha esordito Agnelli in Consiglio comunale.
Il sindaco ha spiegato di aver atteso prima di intervenire pubblicamente per rispettare, d’accordo con la Questura di Arezzo, le esigenze investigative. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, già domenica Polizia locale e Carabinieri avevano ricostruito un quadro chiaro dell’accaduto e nei giorni successivi erano stati individuati tutti i soggetti coinvolti.
«Prima ancora che da sindaco o consigliere comunale, voglio parlare da padre: a Castiglion Fiorentino non c’è spazio per chi alza le mani e usa la violenza. È un principio che vale per tutti, per chi vive qui e per chi viene da fuori».
Una condanna netta, accompagnata dalla volontà di non trasformare Castiglioni in una città che abbia paura della propria vita notturna. «Non sottovalutiamo nulla di quanto è successo, ma vogliamo che Castiglion Fiorentino rimanga una città viva, vitale e accogliente», ha aggiunto Agnelli, ricordando di frequentare personalmente i luoghi di aggregazione del centro anche nelle ore serali.
Poi l’annuncio: «Vogliamo affrontare questi episodi con trasparenza e fermezza. Per questo il Comune di Castiglion Fiorentino si costituirà parte civile nei procedimenti a carico di coloro che saranno chiamati a rispondere di condotte che hanno danneggiato anche l’immagine della città».
Una decisione annunciata che, se concretizzata nei procedimenti, porterà l’amministrazione a chiedere conto anche del presunto danno all’immagine cittadina. L’ultima parola sulle responsabilità, naturalmente, non spetta né al sindaco né ai social.
E qui una considerazione è inevitabile: l’immagine di Castiglioni merita certamente di essere difesa, ma prima ancora c’è una persona che ha preso calci e pugni e che deve recuperare salute, serenità e possibilità di lavorare. Le cartoline del centro storico si possono sempre ristampare. Una spalla, purtroppo, non funziona allo stesso modo.
L’auspicio è che alla fermezza delle dichiarazioni seguano atti concreti e che la vicenda venga affrontata senza trasformarsi nell’ennesima gara a chi pronuncia la condanna più indignata. Il punto non è dimostrare che Castiglioni sia una città perfetta, ma fare in modo che chi la vive possa sentirsi al sicuro, e che chi ha usato violenza risponda delle proprie responsabilità, una volta accertate nelle sedi competenti.
Aggiornamento la replica dell’avvocato Domenico Nucci
In serata è intervenuto con un video anche l’avvocato Domenico Nucci, legale del 35enne aggredito, che aveva già diffuso le immagini del pestaggio. Dopo aver ascoltato le dichiarazioni del sindaco Mario Agnelli, Nucci ha espresso dubbi sulla possibilità che il Comune venga ammesso come parte civile nel futuro procedimento per il danno all’immagine della città.
«Dubito che il giudice ammetta […] parte civile un Comune, in questo caso perché è stata lesa l’immagine del Comune», ha affermato il legale, secondo la trascrizione del suo intervento video. Si tratta di una valutazione dell’avvocato, non di una decisione del giudice: l’eventuale domanda del Comune e la sua ammissibilità saranno valutate nelle sedi competenti.
Nucci ha poi spostato l’attenzione sulla sicurezza notturna: «Casomai metti i vigili la notte», ha osservato rivolgendosi ad Agnelli. E soprattutto sulla posizione dell’uomo ferito: secondo il legale, la vittima potrebbe già incontrare difficoltà a ottenere concretamente un risarcimento dagli aggressori; l’iniziativa annunciata dal Comune, a suo giudizio, non dovrebbe far passare in secondo piano questa esigenza.
Il confronto, dunque, non riguarda la condanna della violenza, su cui non emergono divergenze, ma l’utilità e i presupposti dell’azione annunciata dall’amministrazione. Tra l’immagine della città e il danno subito da chi è finito in ospedale, la seconda questione merita almeno la stessa attenzione. E forse anche qualche risposta concreta in più.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


