Il Consiglio comunale di Arezzo ha respinto la richiesta di istituire una commissione speciale sui lavori all’incrocio di via Fiorentina. Nove voti favorevoli e diciassette contrari: per la maggioranza bastano gli strumenti consiliari già esistenti, mentre i proponenti chiedevano un approfondimento specifico su costi, tempi e lavori ancora da eseguire.
La proposta, presentata dai gruppi Con Arezzo, Scelgo Arezzo e Progetto Civico Arezzo, ha riportato al centro dell’aula una vicenda che, a giudicare dalle domande ancora aperte, non sembra destinata a esaurirsi con una votazione.
«Quanto costerà e quando finirà?»
Fabio Buricchi ha spiegato che, secondo i proponenti, manca un quadro preciso e verificabile dal Consiglio: che cosa resta da fare, quanto costerà e quando finiranno i lavori. Una commissione speciale, di durata limitata, avrebbe dovuto ricostruire i passaggi del progetto. «La trasparenza non è un attacco politico», ha sottolineato.
Marco Donati ha ricordato che nel 2024 è stato approvato un prospetto con nuovi importi e ha chiesto di conoscere l’aumento dei costi rispetto al contratto iniziale. Le altre domande sono molto concrete: quanti metri cubi di terra restano da rimuovere, dove finiranno, quanto costerà l’impianto elettrico del sottopasso e se i lavori potranno procedere durante un inverno piovoso.
Questioni che riguardano il cantiere, prima ancora dello scontro politico. Perché gli automobilisti possono anche abituarsi alle deviazioni, ma non per questo devono rassegnarsi a un’opera senza un quadro pubblico comprensibile dei tempi e dei costi.
Dai primi milioni ai numeri contestati in aula
Il consigliere Alessandro Caneschi ha ripercorso l’evoluzione economica dell’intervento secondo le cifre da lui richiamate: un primo quadro da circa 1,5 milioni di euro, relativo a una soluzione progettuale differente, poi 3,3 milioni e infine importi indicati in 13 o addirittura 15 milioni.
Si tratta di importi citati nel dibattito consiliare, non di una ricostruzione documentale verificata da L’Ortica. Per stabilire il costo attuale dell’opera, le somme effettivamente impegnate e le ragioni di ciascuna variazione servono gli atti aggiornati del progetto e del quadro economico.
Caneschi ha inoltre chiesto perché fosse stato validato un progetto successivamente ritenuto carente rispetto allo studio dei sottoservizi. E ha sollevato il problema dei ristori alle attività economiche, sostenendo che avrebbero dovuto essere parametrati alla durata del cantiere. Nella sua ricostruzione, l’intervento potrebbe arrivare a occupare otto anni: anche questa è una valutazione espressa in aula, non una data ufficiale di conclusione dei lavori.
La maggioranza: c’è già la commissione lavori pubblici
Per Sandro Sarri, una nuova commissione sarebbe superflua. Il tema di via Fiorentina, ha ricordato, viene discusso in Consiglio dal 2020 e la commissione lavori pubblici può già organizzare audizioni con il sindaco e il vicesindaco.
Sulla stessa linea Cristina Ceccarelli, presidente della commissione III, che ha ribadito la disponibilità a convocare il vicesindaco. Ha precisato di non averlo fatto finora in attesa di novità in grado di offrire un quadro completo, aggiungendo che un’eventuale richiesta scritta per anticipare l’audizione sarebbe accolta.
La commissione speciale, insomma, non si farà. Ma una sede per ottenere risposte, secondo la maggioranza, esiste già.
La commissione non passa. Le domande restano.
Il voto chiude la discussione sull’istituzione del nuovo organismo, non quella sul cantiere. Per capire davvero a che punto sia via Fiorentina servono almeno un cronoprogramma aggiornato, il quadro economico vigente, l’elenco dei lavori da completare e una spiegazione documentata degli aumenti di costo.
La maggioranza ritiene sufficienti gli strumenti ordinari di controllo. Bene: a questo punto, più che discutere del nome della commissione, sarebbe utile farla lavorare e rendere pubbliche le risposte.
Perché ad Arezzo, dopo anni di discussioni su via Fiorentina, la pazienza degli automobilisti è stata messa alla prova abbastanza. Quella dei numeri, invece, non dovrebbe mai essere richiesta.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


