Ad Arezzo, per due ventunenni, la vita notturna finisce alle dieci di sera. E non per scelta dei genitori. Il Tribunale di Firenze ha disposto nei loro confronti la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per un anno, su proposta maturata dopo le indagini della Divisione Polizia Anticrimine della Questura.
Secondo quanto riferisce la Polizia di Stato, i due giovani, entrambi nati nel 2005, sarebbero stati protagonisti nel capoluogo di aggressioni violente, rapine e reati predatori. Episodi che hanno portato a considerarli socialmente pericolosi e all’applicazione delle misure di prevenzione.
Il programma per i prossimi dodici mesi non lascia molto spazio all’improvvisazione: a casa entro le 22, niente uscite prima delle 7, niente frequentazioni con persone pregiudicate, niente esercizi pubblici o locali di intrattenimento. Vietati anche il possesso e il porto di armi e la partecipazione a riunioni in luogo pubblico, secondo le prescrizioni riportate dalla Questura.
Per uno dei due c’è un limite in più: l’obbligo di soggiorno a Cortona, comune in cui dimora abitualmente. Per uscire dai confini comunali dovrà ottenere un’autorizzazione. Insomma, non è il solito «stasera si fa un salto ad Arezzo?» da decidere all’ultimo momento.
Le misure sono state eseguite nelle ultime settimane. Chi non rispetta gli obblighi rischia conseguenze penali e un aggravamento delle restrizioni.
Una distinzione, però, va tenuta ben presente: la sorveglianza speciale è una misura di prevenzione fondata su una valutazione di pericolosità sociale, non una condanna penale per i singoli episodi richiamati. La differenza conta, anche quando il comunicato ha già tutta l’aria di una sentenza.


