Un ordigno bellico nel piazzale di una chiesa, proprio mentre bambini, ragazzi, scout e famiglie partecipavano alla festa di inizio anno pastorale. È quanto accaduto domenica 11 ottobre ad Arezzo, davanti alla chiesa di San Marco La Sella, in via Romana.
La bomba, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe un residuato da mortaio della Seconda guerra mondiale, è stata individuata intorno alle 17 da un ragazzo che stava giocando nei pressi di un’aiuola, accanto alla siepe che delimita il piazzale.
A rendere ancora più inquietante il ritrovamento è un particolare: prima che venisse compresa la natura dell’oggetto, qualcuno lo avrebbe addirittura raccolto e spostato a mani nude.
Avvertito dell’accaduto, il parroco don Alessandro Conti ha chiamato i carabinieri, intervenuti per delimitare l’area e impedire che qualcuno potesse avvicinarsi all’ordigno.
Il mistero è soprattutto un altro: come ci è arrivata quella bomba?
Il residuato non sarebbe stato trovato sepolto nel terreno, ma appoggiato in superficie, vicino alla vegetazione. Una circostanza che fa ipotizzare che qualcuno possa averlo depositato nell’aiuola in tempi recenti.
Chi lo avrebbe portato lì? E soprattutto, per quale motivo?
Sono interrogativi ai quali stanno cercando di rispondere i carabinieri. Potrebbero rivelarsi utili anche eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza presenti lungo via Romana.
Non è ancora chiaro se l’ordigno conservi una carica esplosiva o sia ormai innocuo. Per stabilirlo sono necessari gli accertamenti degli specialisti.
Resta un episodio che lascia parecchi interrogativi. Perché trovare un residuato bellico in un campo è già una faccenda delicata. Ritrovarselo nel piazzale di una chiesa, durante una festa piena di bambini, è tutta un’altra storia.
E se qualcuno ce l’ha portato davvero, sarebbe interessante capire quale brillante idea gli sia passata per la testa.


