đˇ Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dellâArezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
LâArezzo ha preso quattro gol dal SĂźdtirol e sarebbe inutile far finta che sia stata soltanto una domenica storta. Le scoppole vengono da lontano. Però siamo allâinizio della Serie B, abbiamo sei punti e fasciarsi la testa adesso servirebbe quanto un ombrello sotto la doccia.
Il problema si vede quando abbiamo la palla: mettere insieme piĂš di due passaggi precisi, trovare una triangolazione, uscire dalla pressione senza affidarsi subito al lancio lungo. Non darei però tutta la colpa al gioco âa caliceâ che Bucchi aveva costruito al suo arrivo. In quella squadra Guccione riceveva davanti alla difesa e cercava con rapiditĂ Pattarello e Tavernelli sugli esterni. Non serviva comandare il possesso per fare male. I terzini accompagnavano lâazione: Righetti o Coccia a sinistra, Renzi a destra.
A Bucchi va riconosciuto anche un merito: aveva chiesto a Tavernelli e Pattarello di lavorare da braccetti sulle rispettive fasce. Quel contributo aiutava a sostenere i terzini e a proteggere una difesa che, se lasciata nellâuno contro uno con tanto campo alle spalle, poteva andare in difficoltĂ .
Il salto di categoria ha alzato la velocitĂ di tutto. In piĂš, contro il SĂźdtirol mancavano Tavernelli, Iaccarino e Renzi: tre assenze pesanti per corsa, soluzioni e tenuta della squadra. Viviani, almeno per quello che si è visto, non ha ancora dato alla manovra la rapiditĂ di scelta e di lancio che servirebbe. Quando il baricentro sale e perdiamo palla, i nostri difensori devono rincorrere avversari lanciati. Ă lĂŹ che si aprono i guai. Anche Nunziante, giovane comâè, deve crescere nel comandare il reparto: una responsabilitĂ che non si può scaricare tutta sulle sue spalle.
La partita con il SĂźdtirol è stata una lezione piuttosto cara. La squadra di Possanzini costruiva con calma da dietro, attirava la pressione di Ionita, Cianci o Pattarello e poi trovava il modo di servire Rispoli o Vasco Lopes. Questâultimo, quando non veniva raddoppiato, aveva spazio per puntare Righetti, troppo spesso lasciato solo. E il primo gol, prima ancora che segnato da Rispoli, glielo abbiamo apparecchiato noi con una serie di errori. Un regalo fatto col fiocco, che in Serie B viene scartato senza tanti complimenti.
Davanti, per ora, Cerri e Olivieri non hanno dato il contributo che ci aspettavamo. Leone e Chierico, invece, hanno portato un poâ di brio entrando in una gara giĂ compromessa e in ruoli da valutare meglio. Vale la pena capire quanto possano dare nella collocazione giusta.
La diagnosi, dalla curva, è questa: ci manca rapiditĂ , il centrocampo a tratti resta sguarnito e il pallone viaggia troppo raramente tra compagni per tre passaggi di fila. Câè parecchio da lavorare, mister. Ma i sei punti giĂ messi in tasca sono un buon bottino per il nostro obiettivo: teniamoceli stretti e ripartiamo da lĂŹ.
Gli applausi dopo una batosta possono dare coraggio ai ragazzi. I fumogeni in campo, invece, sono da bischeri. LâArezzo ha bisogno della curva, non di altri problemi.


