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Il calice amaranto: Chierico, chi eri co’? Tre minuti di B e il mistero del numero 24

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Il calice amaranto: Chierico, chi eri co’? Tre minuti di B e il mistero del numero 24

🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Luca Chierico compirà venticinque anni il 26 settembre. In questa Serie B, dopo quattro giornate, ha visto il campo soltanto nel finale di Empoli: ingresso all’88’, una manciata di minuti e via. Eppure in Coppa Italia era partito titolare sia contro il Brescia sia a Cagliari. Insomma, non è scomparso. Diciamo che per ritrovarlo serve ormai il binocolo.

Chi eri!? Dove sei!? Cosa fai!? Undò vai!? Sono le domande che vengono spontanee pensando al numero 24 amaranto.

Nella scorsa stagione Chierico aveva dimostrato di avere gamba, tecnica e capacità di stare dentro le partite. Poi, con l’arrivo di Artur Ionita a gennaio, gli spazi si sono progressivamente ristretti. E oggi la concorrenza in mezzo al campo è ancora più feroce.

Quando è stato chiesto al direttore sportivo quale fosse la prospettiva del giocatore, ci è stato spiegato che a Chierico mancherebbe ancora quel sottile gradino necessario per calcare con continuità il campo della serie cadetta.

Ora, io sono un semplice tifoso e quindi, per definizione, incompetente con diritto di parola garantito dal biglietto dello stadio. Ma Chierico l’ho sempre considerato un giocatore difficile da infilare in una casella sola. Non è il classico regista, non è un esterno puro, non è nemmeno uno di quei centrocampisti che vivono piantati nella stessa zolla. Può giocare più avanzato, dialogare sulla sinistra, accompagnare l’azione e dare dinamismo. Magari proprio questa duttilità, nel calcio moderno dove tutti devono avere un’etichetta come i barattoli al supermercato, finisce per diventare un difetto.

Il punto però è un altro: se davvero gli manca quel famoso gradino per la Serie B, come facciamo a capire se può salirlo quando in campionato gli concediamo tre minuti? Per vedere se uno sa fare le scale, almeno bisogna aprirgli il portone.

Non sto dicendo che Chierico debba giocare titolare per decreto del Calice Amaranto. Bucchi vede gli allenamenti, conosce equilibri e condizioni meglio di chiunque stia in tribuna o dietro una tastiera. Ma dopo quello che il ragazzo ha fatto vedere e dopo due gare di Coppa iniziate dal primo minuto, il suo quasi totale oscuramento in campionato lascia una domanda legittima.

È semplicemente indietro nelle gerarchie? È un giocatore considerato utile soltanto in determinate situazioni? Oppure la società pensa davvero che la Serie B, almeno per ora, sia un vestito troppo largo?

Qualunque sia la risposta, a quasi venticinque anni Chierico è in quell’età in cui un calciatore deve giocare, sbagliare, crescere oppure capire quale strada prendere. Il limbo è un posto buono per Dante, molto meno per un centrocampista.

E allora la domanda resta lì, amaranto e un po’ aretina: Chierico, chi eri co’? Ma soprattutto, chi sarai?

Foto: S.S. Arezzo

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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