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Il calice amaranto: Un Tirolo maschio

La sconfitta di Marassi non inganni: il Südtirol ha tenuto testa al Genoa, chiudendo gli spazi e costringendo spesso i rossoblù al tiro da fuori. Per l’Arezzo si prepara una partita fisica, da giocare con pazienza e senza paura dei duelli.

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Il calice amaranto: Un Tirolo maschio

La sconfitta di Marassi non inganni: il Südtirol ha tenuto testa al Genoa, chiudendo gli spazi e costringendo spesso i rossoblù al tiro da fuori. Per l’Arezzo si prepara una partita fisica, da giocare con pazienza e senza paura dei duelli.

🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Un Tirolo maschio

Il Südtirol esce sconfitto da Marassi per 1-0, ma chi pensa a una squadra arrivata al Ferraris per fare presenza rischia di capire male la faccenda. Per quasi tutta la partita gli altoatesini hanno tenuto testa al Genoa, chiudendo gli spazi, stringendo le linee e costringendo spesso i rossoblù a provarci da fuori. Nel primo tempo l’occasione più limpida l’ha avuta proprio il Südtirol e nella ripresa è arrivato anche un legno. Il Genoa l’ha risolta soltanto nel finale.

Tradotto per domenica: all’Arezzo non toccherà una partita da fioretto.

Il Südtirol è squadra compatta, fisica, ordinata. I braccetti si abbassano, la linea si infittisce e appena c’è lo spazio parte la verticalizzazione. Poche carezze e parecchi duelli. Non è il genere di avversario che ti lascia giocare perché apprezza il bel calcio: se può sporcarti la partita, lo fa volentieri e senza chiedere scusa.

Per l’Arezzo il punto decisivo sarà il centrocampo. Lì serviranno densità, gambe e pazienza. Concedere superiorità numerica significherebbe passare il pomeriggio a sbattere contro un muro, e davanti a Plizzari di muri se ne vedono parecchi.

Una delle strade può essere quella più vecchia del calcio e proprio per questo ogni tanto dimenticata: andare sul fondo, mettere palloni seri in area e provare a vincere i duelli di testa. Contro una squadra così, girare per mezz’ora intorno all’area aspettando che si apra il portone rischia di essere un esercizio spirituale.

Quindi muscoli, pazienza e palloni alti quando servono. Domenica 20 settembre al Comunale non sarà una partita da profumo e cravatta. Sarà più facile vedere maniche rimboccate e tacchetti sporchi.

Intanto, fuori dal campo, il calice si riempie di altre notizie.

A Rigutino la settimana di lavoro verso il Südtirol è ripartita lunedì con attivazione, esercitazioni sul possesso e partitella a campo ridotto. Martedì la S.S. Arezzo ha poi pubblicato sui propri canali social le immagini della nuova seduta, senza accompagnarle con un report tecnico dettagliato: il lavoro prosegue, insomma, mentre domenica si avvicina.

Sul mercato, tre giovani amaranto vanno a farsi le ossa in Serie D: Gabriele Ferrara, Amoris Galli e Gianmarco Cipriani sono stati ceduti a titolo temporaneo alla Lodigiani. Operazioni che servono a dare minuti e responsabilità a ragazzi che ad Arezzo, con la rosa attuale, rischierebbero di vedere più panchina che campo.

Poi c’è il capitolo Giudice Sportivo, che ormai sembra avere una voce fissa nel bilancio amaranto. Dopo Empoli-Arezzo è arrivata un’ammenda di 8.000 euro per il lancio di sette fumogeni e numerose bottigliette nel recinto di gioco. Sommando i 2.000 euro dopo il Palermo e i 3.000 euro dopo Verona, il conto stagionale sale a 13.000 euro. Il tifo costa, ma a quanto pare anche far volare le cose.

Dall’altra parte, l’Empoli perde per una giornata Marco Curto, espulso contro l’Arezzo, mentre il tecnico Guido Pagliuca si prende due turni di squalifica e 3.000 euro di ammenda dopo le proteste finali.

Insomma, verso il Südtirol l’Arezzo arriva con tre punti pesanti presi a Empoli, qualche giovane spedito a giocare, il conto del Giudice Sportivo che continua a lievitare e una partita davanti che promette poco velluto.

Il Tirolo sarà pure maschio. Toccherà vedere quanto è maschio l’Arezzo.

Foto: S.S. Arezzo

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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