Arezzo prova a portare i giovani dentro le stanze dove si prendono le decisioni. Non per una visita guidata con foto ricordo, almeno nelle intenzioni: l’assessore alle politiche giovanili Natalie Dentini ha annunciato un percorso che parte dalla ricognizione di tutto ciò che il Comune già fa per le nuove generazioni e punta alla nascita della cosiddetta Giunta Z.
Il primo passo sarà una sorta di censimento interno. A ogni assessorato sono state inviate schede, suddivise per fasce di età, per raccogliere le iniziative rivolte ai giovani. Dentini parla di un “anno zero” della mappatura: le schede dovrebbero rientrare entro la fine di settembre e fornire la base per valutare ciò che esiste e costruire nuovi progetti.
La novità più curiosa, e probabilmente quella destinata a far discutere, è però la Giunta Z. Il nome sembra quello di una serie televisiva pensata per far sentire improvvisamente anziano chiunque abbia più di trent’anni, ma il progetto annunciato è concreto: Dentini proporrà al Consiglio comunale una modifica al regolamento della Consulta dei Giovani per aprire, tramite avviso pubblico, le candidature ai ragazzi tra i 18 e i 28 anni.
I selezionati dovrebbero affiancare sindaco e assessori per 150 ore, attraverso tirocini curricolari universitari oppure percorsi civici di volontariato. Nelle intenzioni dell’assessore, la Giunta Z dovrebbe diventare anche un collegamento diretto tra la giunta comunale e la Consulta dei Giovani.
“I giovani sono una risorsa per il territorio e il loro coinvolgimento nei processi decisionali innalza la qualità delle scelte dell’ente”, sostiene Dentini, che definisce l’iniziativa anche un contributo alla formazione dei possibili leader di domani. Insomma, prima ancora di imparare a sopravvivere alle riunioni di condominio, qualcuno potrà fare pratica direttamente con quelle comunali.
Il capitolo giovani si intreccerà anche con la delega alla cultura. Secondo quanto annunciato dall’assessore, negli eventi organizzati dalla Fondazione Guido d’Arezzo dovranno trovare spazio scuole, formazione, giovani e accessibilità.
Nel cantiere dell’amministrazione ci sono inoltre altre idee ancora da definire nel dettaglio: una app dedicata ai giovani, un sistema di comunicazione diretta, contenuti su orientamento, formazione e intrattenimento e nuovi luoghi di aggregazione. Progetti che saranno presentati successivamente.
Il principio indicato da Dentini è quello di considerare i giovani non soltanto come destinatari delle politiche pubbliche, ma come soggetti coinvolti nella loro definizione e realizzazione. La prova vera, naturalmente, arriverà quando dalla mappatura, dagli avvisi e dalle sigle si passerà ai risultati. Perché ad Arezzo, come nel resto del Paese, la gioventù passa in fretta. I regolamenti comunali, invece, godono generalmente di un’ottima salute.
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