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Arezzo, è tornato il Luna Park: tra zucchero filato, brontolii e “eh, però…”

Tra giostre, zucchero filato e polemiche social, Arezzo si divide come da tradizione: chi ride, chi brontola e chi denuncia “a sentimento”

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Ad Arezzo è tornato il Luna Park. Sì, proprio lui: quello delle lucine che accecano, delle urla che si sentono fino a Saione e dello zucchero filato che ti rimane appiccicato ai pensieri fino a Pasqua. In via Duccio di Buoninsegna s’è rimesso in moto il sacro rito aretino: giostre che girano, autoscontri che cozzano e genitori che dicono “un giro solo” sapendo già che mentono peggio di Pinocchio.

Da decenni il Luna Park è una certezza: cambia il mondo, cambiano i sindaci, ma le catene girano sempre allo stesso modo. C’è chi ci ha dato il primo bacio, chi c’ha rimesso la cervicale e chi, ancora oggi, sale sul Reverse Jumping convinto d’esse immortale… salvo poi scendere pallido come un cencio.

E fin qui, tutto bene. Se non fosse che, come ogni anno, appena si accendono le giostre si spengono i cervelli. Ed ecco che l’aretino medio si divide, si spacca, si scanna. Altro che autoscontri: qui si va di sportellate verbali.

I commenti degli aretini (traduzione simultanea dal dialetto del feisbuc):

“Oh, guarda caso tornano le giostre e tornano i furti!”
(Detto di solito dal cugino di uno che “lo sapeva”.)

“Ma che c’entra il Luna Park, i ladri c’erano anche prima!”
(Pronunciato con tono da maestra elementare stufa.)

“Brutto, vecchio, insicuro, attrazioni anni ’90!”
(Detto però mentre si mangia una frittella unta come un parabrezza.)

“Io lo adoro, mi sento come i citti piccini!”
(Persona onesta, probabilmente con la tasca piena di gettoni.)

“Ora vado dai carabinieri a denunciare!”
(Denunciare chi? Boh. Ma denunciare qualcosa.)

“Questa è diffamazione!”
(Parola imparata ieri sera su Google, usata a caso.)

“Eh però qualche controllo non guasterebbe…”
(Classico commento da bar: non accusa, ma insinua.)

“D’inverno lavorano poco, che testa c’avete!”
(Ultimo baluardo della ragione, ignorato da tutti.)

Morale della favola? Il Luna Park è tornato, Arezzo pure. Con le sue paure, le sue polemiche, la sua capacità unica di litigare su tutto, anche su una giostra a catene. Intanto i citti ridono, le giostre girano e l’aretino brontola. Perché se un ci fosse da ridire… un s’andrebbe nemmeno alle feste.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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