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Aretino chiede il nome di un avvocato: in 14 minuti nasce il più grande convegno nazionale sul divorzio

L'uomo cercava un professionista. Ha ottenuto 37 testimonianze, 12 sentenze, 4 filosofi della famiglia e un acceso dibattito sul senso della vita

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Aretino chiede il nome di un avvocato: in 14 minuti nasce il più grande convegno nazionale sul divorzio

L'uomo cercava un professionista. Ha ottenuto 37 testimonianze, 12 sentenze, 4 filosofi della famiglia e un acceso dibattito sul senso della vita

AREZZO – Doveva essere una semplice richiesta. È finita come finiscono tutte le discussioni nei gruppi Facebook aretini: con gente che litiga su argomenti che nessuno aveva mai tirato fuori.

Un cittadino pubblica un post chiedendo il nome di un bravo avvocato per affrontare una causa di divorzio.

Passano pochi secondi e il gruppo fa quello che sa fare meglio: dimenticarsi della domanda.

I primi utenti consigliano qualche professionista. Poi, come previsto dal Protocollo Internazionale dei Commentatori Seriali, arrivano quelli che raccontano la propria separazione, quella della sorella, quella del vicino e persino quella del cane, rimasto traumatizzato dall’affidamento alternato.

Non manca chi spiega che «gli avvocati sono tutti uguali», chi sostiene che «i post sono inventati», chi trasforma il tutto in un trattato sul ruolo della madre, del padre, dei nonni, dei cugini e, per sicurezza, anche del gatto.

Un testimone racconta di aver visto un utente entrare per leggere il nome di un avvocato e uscirne tre ore dopo con una crisi esistenziale e un diploma honoris causa in Diritto di Famiglia Applicato ai Social.

Secondo il fantomatico Centro Studi Commenti Fuori Tema, ogni richiesta pubblicata in un gruppo Facebook aretino segue ormai uno schema scientificamente dimostrato:

  • il 12% risponde alla domanda;
  • il 28% racconta la propria vita;
  • il 19% litiga con qualcuno che non conosce;
  • il 24% cambia completamente argomento;
  • il restante 17% scrive soltanto: «Seguo».

Gli esperti assicurano che, se il post fosse rimasto online altre ventiquattro ore, qualcuno avrebbe inevitabilmente iniziato a discutere del traffico in città, delle buche, dei cinghiali, dei parcheggi e di come «una volta Arezzo era tutta un’altra cosa».

Nel frattempo il richiedente starebbe ancora cercando di capire quale fosse il nome dell’avvocato consigliato, nascosto tra oltre cento commenti e una collezione completa di autobiografie non richieste.

L’Università dell’Ortica ha già inserito il caso nei manuali di sociologia digitale con il titolo: “Come chiedere un’informazione e ritrovarsi moderatore involontario di un’assemblea cittadina.”

Redazione
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