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Ferrari rivoluziona il santino elettorale: “Niente imperativi, qui si vota col gerundio”

Ad Arezzo arriva il primo candidato che invece di ordinarti “VOTA!” preferisce accompagnarti spiritualmente verso la crocetta. E dietro al fac-simile compare pure Wikipedia

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Ferrari rivoluziona il santino elettorale: “Niente imperativi, qui si vota col gerundio”

Ad Arezzo arriva il primo candidato che invece di ordinarti “VOTA!” preferisce accompagnarti spiritualmente verso la crocetta. E dietro al fac-simile compare pure Wikipedia

La campagna elettorale aretina entra ufficialmente nella sua fase mistica.

Dopo anni di santini con slogan aggressivi, sorrisi da fototessera della patente e imperativi gridati in maiuscolo tipo “SCRIVI!”, “VOTA!”, “FIDATI!”, arriva finalmente il candidato che porta la grammatica al centro del dibattito democratico.

Lui è Fabrizio Ferrari, candidato in quota Forza Italia, immortalato in Piazza Grande mentre guarda il futuro con l’espressione di chi ha appena visto l’IMU abolita in lontananza. Dietro di lui svetta il campanile della Pieve, davanti invece si staglia una nuova frontiera della comunicazione politica: il gerundio moderato.

Nel retro del santino infatti non compare nessun ordine perentorio. Nessun “VOTA FERRARI”, troppo autoritario. Nessun “SCRIVI FERRARI”, troppo Novecento.

Solo un elegantissimo:
“dimostrami la tua fiducia scrivendo”.

Una frase che secondo alcuni linguisti rappresenta il primo caso documentato di campagna elettorale passivo-aggressiva in Toscana.

Il candidato stesso ci tiene a sottolineare la raffinatezza dell’operazione:
“Non troverete l’imperativo, ma un gerundio”.
Come a dire: qui non si comanda nessuno. Semmai si accompagna il cittadino in un percorso emotivo verso la scheda elettorale.

Ma il vero colpo di classe arriva in basso, quasi invisibile, dove compare la scritta:
“Fabrizio Ferrari Wikipedia”.

Un dettaglio che trasforma il santino in qualcosa a metà fra propaganda politica, caccia al tesoro digitale e ricerca universitaria.

Secondo indiscrezioni, alcuni elettori avrebbero già passato la serata a cercare “personaggi famosi con le iniziali FF”, finendo in un vortice internet fra attori, calciatori, romanzi fantasy e forse anche il candidato stesso, ormai pronto a entrare nell’élite mondiale delle doppie consonanti influenti.

Nel frattempo ad Arezzo si apre il dibattito:
è ancora un santino elettorale o siamo davanti al trailer di una docuserie Netflix su un intellettuale centrista che contempla la Pieve pensando al futuro?

Una cosa però è certa:
fra volantini urlati, fac-simili fluorescenti e candidati che promettono rivoluzioni, Ferrari è riuscito nell’impresa più difficile di tutte:
far parlare perfino della consecutio temporum.

Redazione
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