Nomen Omen

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Nomen Omen

Una volta, fino a qualche decennio orsono, al figlio si dava il nome del nonno o della nonna e quindi una generazione si e una no avevi in famiglia una schiera di Giuseppe, Maria, Anna e Filippo.
Una tradizione un pò obsoleta, discutibile, ma in fondo tutta italiana.

Da qualche tempo ad Arezzo (ma non solo), tutto sembra cambiare e sempre più genitori, forse in preda a qualche ammirazione yankee troppo sfrenata, si odono i pargoli venire apostrofati con i nomi più allucinanti.
Gli Alan, Maicol (orrore !!!), Ryan, Willy, Gessica (doppio orrore !!!!), Justin, Emily, Jenny, Kristal si sono moltiplicati, che invece di stare nella Chiana sembra di vivere dentro Beautiful.
Il bello è che poi associati ai tipici cognomi aretini l’effetto e devastante, passando dall’impressione di avere un mafioso di Brooklyn a casa, fino ai tipici nomi da pornostar del Monella, oppure epiteti usciti dai film di Verdone (lo famo strano ?).

Sulla scia di giornaletti di gossip poi in città ecco spuntare i George, Willian, Kate, Charlotte, ma più che di cognome reale poi si scopre che i “nobili genitori” magari sono il panettiere di origine meridionale oppure il bauscia lombardo trapiantato in città.
Ognuno fa come vuole, sacrosanto, ma forse un senso della sobrietà e non del ridicolo maggiore non guasterebbe a rovinare la vita di bambini che, a scuola e nella vita, magari grazie a quel nome saranno presi in giro.

Ad onore del vero anche qualche anziano aretino e toscano ha nomi assurdi,visto che la tradizone toscana ammette nomi come Adamasco, Brunellesco, Dantesca, Fernello, Giolista, Isoliero, Lirica, Marat, Minolfa, Navarra, Osasco, Paradisa, Rigoletta, Socialina, Teleno, Umiltà e Valosca.

Ed ancora Alimo, Alpo, Fibreno, Folema, Furno, Lidora e Tuela; ad Arezzo, Conforta, Errita, Porilio, Vadera e Vertighe, Brasildo, Feris, Finaldo, Gemisto, Riredo e Svio.
Alvonio, Amica, Elbano, Esile, Elisio, Osvego e Sorrida.
Favolosi pure Elidano, Granuccia e Mandolina, Forleo e Siniva, Aeratica, Arsace, Cremo, Flario, Galiberto, Gico, Gradulfo, Imos, Kinzica, Marrico, Targo e Voltolino.
Ed infine Aldovello, Fiorisella, Marosa, Sulma, Vidulia, Diretta e Zilma.
Male ma non malissimo.

Il Burattino
Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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