A Pratovecchio Stia, in Casentino, un uomo di 42 anni è stato arrestato dopo essersi introdotto in una seconda casa per rubare e aver deciso, a un certo punto, che il vero bottino fosse una bella dormita. I carabinieri lo hanno trovato a letto la mattina successiva. In pratica, il primo ladro che all’arrivo delle forze dell’ordine avrebbe avuto bisogno non di un avvocato, ma di una sveglia.
Il fatto è avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 novembre, nella zona di Coffia, vicino a Lonnano. Secondo la ricostruzione riportata dal Corriere di Arezzo, l’uomo avrebbe rotto il vetro di una finestra, sarebbe entrato nell’abitazione vuota e avrebbe rovistato nelle stanze, prendendo alcuni oggetti di valore modesto.
Fin qui il copione del furto, che purtroppo conosciamo fin troppo bene. Poi è arrivata la svolta: fuori faceva freddo, un alloggio non c’era e dentro c’era un letto. Così l’intruso, invece di darsi alla fuga, si sarebbe coricato. Altro che colpo della notte: questo era un colpo di sonno.
Stando a quanto riferito, avrebbe anche ammesso di aver bevuto un fiasco di vino. Non sappiamo se a convincerlo sia stato più il freddo, la stanchezza o il vino, ma il risultato è stato un servizio completo di pernottamento e risveglio con pattuglia.
Al mattino una vicina si è accorta che qualcosa non tornava e ha dato l’allarme. I carabinieri della stazione locale sono intervenuti nell’immobile, trovando l’uomo ancora addormentato. L’arresto per furto in abitazione è arrivato dopo il risveglio. E qui bisogna ammetterlo: alcuni fanno di tutto per non farsi prendere, lui ha scelto la strategia del «passate domattina, che ora riposo».
Secondo le informazioni diffuse, il quarantaduenne, già noto per precedenti specifici, era arrivato in Casentino dopo un viaggio in treno da Roma e avrebbe cercato invano un bed and breakfast. Una ricerca finita malissimo, soprattutto perché la struttura scelta alla fine non risultava né prenotabile né sua.
Adesso spetterà all’autorità giudiziaria valutare la convalida dell’arresto e gli eventuali provvedimenti cautelari. Le circostanze riportate sono quelle emerse nelle prime ricostruzioni, non una sentenza definitiva.
Resta la lezione di questa singolare vicenda: in Casentino il turismo lento esiste davvero. Ma entrare dalla finestra, portarsi via qualche oggetto e poi dormire fino all’arrivo dei carabinieri non è esattamente la formula «camera e colazione» che promuovono gli operatori del territorio.


