La giudice per le indagini preliminari Giulia Soldini ha convalidato il fermo di Alexandra, la 29enne di origini colombiane accusata dell’omicidio di Luciano Buonfiglio, il broker di 61 anni trovato morto nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre nel parcheggio di San Zeno, alle porte di Arezzo.
Nel corso dell’udienza di convalida, la giovane si è nuovamente avvalsa della facoltà di non rispondere. Una scelta che la difesa motiva con la necessità di conoscere meglio gli elementi raccolti dagli investigatori e le contestazioni formulate dalla Procura.
«C’è tutta la volontà e l’intenzione di chiarire i fatti, ma dobbiamo ancora capire quali sono gli elementi che vengono contestati e che sono al vaglio degli inquirenti e della Procura», ha spiegato il legale.
La versione della difesa: «Ho agito per difendermi»
Nei colloqui con il proprio avvocato, Alexandra avrebbe sostenuto di essere rimasta coinvolta in una colluttazione e di aver reagito per difendersi. Una versione che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti investigativi e medico-legali.
Proprio per questo la difesa ha chiesto e ottenuto un esame delle ecchimosi e degli eventuali segni presenti sul corpo della 29enne. L’accertamento si è svolto questa mattina in Questura e adesso si attende la relazione.
La presenza di eventuali lesioni potrebbe fornire elementi utili alla ricostruzione della colluttazione, ma non basterebbe, da sola, a dimostrare che si sia trattato di legittima difesa.
L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte
Restano ancora molti interrogativi sulla notte in cui Luciano Buonfiglio ha perso la vita.
L’uomo era stato trovato con la testa riversa sull’asfalto e le gambe ancora all’interno dell’automobile. Una scena drammatica, sulla quale gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta successione degli eventi.
Non sono ancora chiariti il movente, la dinamica completa della colluttazione e il meccanismo che ha provocato le lesioni mortali.
Un contributo decisivo potrebbe arrivare dall’autopsia, affidata alla medicina legale di Siena.
La difesa attende anche questi risultati prima di valutare i prossimi passi. L’avvocato ha già anticipato al pubblico ministero l’intenzione di chiedere un nuovo interrogatorio, una volta acquisiti ulteriori elementi.

La richiesta di trasferimento dal carcere di Prato
Alexandra si trova attualmente nel carcere di Prato, in una cella di isolamento.
La difesa ha chiesto il trasferimento in una struttura ritenuta più adeguata, dove possano essere garantite condizioni di detenzione rispettose della persona e dei suoi diritti.
Il legale ha sottolineato anche la delicatezza umana della vicenda, esprimendo rispetto per il dolore della famiglia di Luciano Buonfiglio e dell’intera comunità.
Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura di Arezzo. L’accusa resta quella di omicidio volontario, mentre la ricostruzione della legittima difesa sostenuta dalla persona fermata deve ancora trovare riscontro negli accertamenti.
La convalida del fermo non rappresenta un giudizio di colpevolezza. A stabilire cosa sia realmente accaduto nel parcheggio di San Zeno saranno gli elementi raccolti dagli investigatori e, successivamente, le valutazioni dell’autorità giudiziaria.


