Il sindaco Marcello Comanducci annuncia su Facebook cinque interventi approvati dalla Giunta nel mese di ottobre e chiede agli aretini quale preferiscano. La risposta arriva puntuale: applausi, complimenti, qualche critica e un elenco di problemi che, a giudicare dai commenti, meriterebbe un post tutto suo.
Molte condivisioni e una discussione che continua ad allargarsi. Il sindaco propone cinque novità, i cittadini rispondono aggiungendo la sesta, la settima, l’ottava. Praticamente un piano delle opere pubbliche partecipato, senza bisogno di convocare un’altra commissione.
Le cinque novità: edicole, rotatorie e qualche buona notizia
Le novità riguardano l’accesso gratuito alla ZTL fino a dieci volte l’anno per chi visita familiari nelle RSA, il rifacimento notturno di 345 metri di via Petrarca, la passerella di Rigutino, la futura rotatoria tra via Signorelli, via Ristoro e via Sansovino e il recupero delle vecchie edicole del centro. Iniziative che raccolgono numerosi apprezzamenti.
Le edicole piacciono parecchio. C’è chi immagina spazi per valorizzare i prodotti del territorio, chi saluta con favore il recupero di strutture ormai quasi scomparse e chi, come Ilaria Bidini, si augura che siano finalmente accessibili anche con una pedana. Apprezzamenti anche per la passerella di Rigutino e per la rotatoria della Parata. Insomma, gli applausi non mancano. Ma neppure le domande.
Via Fiorentina: prima di aprire altri cantieri, perché non finire quelli esistenti?
Valentina Neri solleva una questione precisa: perché non concentrare maggiori risorse sul completamento dei lavori di via Fiorentina, che continuano a creare disagi a cittadini e commercianti? E soprattutto domanda perché l’asfaltatura di via Petrarca sia prevista di notte, mentre nel cantiere di via Fiorentina, secondo quanto osserva, le attività terminano spesso nel pomeriggio.
Silvio Storri interviene sostenendo che le due situazioni siano diverse: via Petrarca è un’arteria importante per il traffico, mentre l’attuale configurazione del cantiere nella zona di via Don Minzoni consentirebbe comunque il passaggio dei veicoli, sia pure in spazi ridotti. La spiegazione non convince Valentina, che contesta l’idea di una circolazione regolare.
Per la nuova rotatoria della Parata si parla di un intervento stimato in 600.000 euro, nella fase iniziale della progettazione. Non significa che quella cifra sia già disponibile o trasferibile su altri cantieri, ma resta legittima la domanda sulle priorità. Perché annunciare nuove opere è importante. Finire quelle cominciate, possibilmente prima che diventino monumenti alla pazienza degli automobilisti, non sarebbe male. Proprio sul tema abbiamo raccontato anche il cantiere di via Fiorentina e la bocciatura della commissione richiesta per fare chiarezza.
Via Fra Guittone: il sindaco risponde, la Soprintendenza entra in scena
Lucia Brizzi richiama l’attenzione sulle condizioni di via Fra Guittone, nella zona del Poggetto del Sole, temendo danni alle automobili. Daniela Manichi arriva a suggerire che la strada andrebbe chiusa. Questa volta Comanducci interviene direttamente.
Il sindaco spiega di aver atteso sei mesi per un parere della Soprintendenza, che avrebbe chiesto di ripiantare i pini. Il Comune avrebbe quindi proposto alternative per evitare nuovi danni alla strada e starebbe aspettando una nuova risposta. È la ricostruzione fornita da Comanducci nei commenti: una spiegazione c’è, quello che ancora manca è una data per l’intervento. E le buche, notoriamente poco rispettose delle procedure amministrative, continuano a stare dove sono.
Lampioni, strisce pedonali e barriere architettoniche
Manuela Marzotti segnala la scarsa illuminazione all’incrocio tra via Romana e via Chiarini, oltre alla necessità di attraversamenti pedonali. Luigi Farsetti afferma di aver già presentato tre richieste e di essere pronto alla quarta. Mio Oté domanda se siano stati incrementati gli appalti per la manutenzione del verde pubblico e delle strade. Ilaria Bidini richiama l’attenzione sull’abbattimento delle barriere architettoniche.
Tutte questioni che difficilmente conquistano la copertina di un post celebrativo, ma che nella vita quotidiana possono contare quanto una nuova grande opera. Anche perché un marciapiede accessibile, un lampione funzionante e una strada senza voragini non richiedono necessariamente una cerimonia d’inaugurazione.
E poi c’è chi rischia di perdere casa
Tra i commenti compare anche la testimonianza di Ester, che racconta di dover lasciare entro dicembre l’abitazione nella quale vive da 32 anni. Secondo quanto riferisce, il proprietario intende destinare l’immobile all’attività ricettiva. Dopo cinque mesi di ricerca, sostiene di non essere riuscita a trovare una sistemazione a lungo termine con un affitto sostenibile.
Al sindaco chiede se il Comune possa intervenire con strumenti di edilizia convenzionata, sostegno agli affitti o altre misure per i residenti in difficoltà. Una vicenda personale che richiede verifiche e approfondimenti, ma che porta nella discussione un problema ben diverso dalle rotatorie. Perché le strade servono a raggiungere casa. Sempre che una casa si riesca ancora a trovare.
Il cronoprogramma, questo sconosciuto
Fabio Castellucci reclama un programma chiaro e dettagliato anche per le opere non ancora terminate. Lucia Paffetti, pur apprezzando le novità, invita a finire prima i grandi lavori già iniziati. Veronica Ambrosino chiede quando saranno mantenuti gli impegni del punto 19 del programma elettorale riguardanti allevatori e agricoltori. Rosalba Guarino concentra tutto in una domanda: «C’è un cronoprogramma?».
Una domanda che, per qualsiasi amministrazione comunale, dovrebbe essere meno complicata di un esame di maturità. Il Consiglio comunale del 29 ottobre ha intanto approvato una variazione al piano triennale delle opere pubbliche: gli annunci ora attendono di essere misurati sui fatti.
Cinque cose approvate e una città che ne chiede molte altre
Dalla discussione non emerge una bocciatura generalizzata delle iniziative di Comanducci. I giudizi positivi sono numerosi, e sarebbe scorretto far finta che non ci siano. Ma emerge una città che distingue tra ciò che viene annunciato e ciò che incontra ogni giorno uscendo di casa.
Il sindaco ha chiesto quale delle cinque novità interessasse maggiormente gli aretini. Molti hanno scelto. Altri hanno risposto con questioni rimaste aperte. Su una, via Fra Guittone, Comanducci ha fornito una spiegazione. Ora sarebbe interessante conoscere anche le risposte alle altre domande.
Perché cinque cose approvate sono una buona notizia. Cinque cose realizzate sarebbero ancora meglio. E magari, nel prossimo post, invece di chiedere quale intervento piaccia di più, si potrebbe chiedere quale problema debba essere risolto per primo. Ma lì il rischio è serio: i commenti potrebbero non finire più.


