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Arezzo prepara i rifugi climatici: il piano c’è, adesso servono gli indirizzi

Validata la proposta del piano HEATSAFE contro il caldo estremo. Oltre mille cittadini al questionario, ma dal comunicato non emergono ancora luoghi, orari e tempi di apertura dei rifugi.

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Arezzo prepara i rifugi climatici: il piano c’è, adesso servono gli indirizzi

Validata la proposta del piano HEATSAFE contro il caldo estremo. Oltre mille cittadini al questionario, ma dal comunicato non emergono ancora luoghi, orari e tempi di apertura dei rifugi.

Ad Arezzo il caldo estremo si combatte anche attorno a un tavolo. In via Pellicceria si è svolto il terzo incontro del progetto europeo HEATSAFE, durante il quale sono stati esaminati e validati gli strumenti di pianificazione per affrontare le ondate di calore e costruire una rete di rifugi climatici urbani.

Un lavoro importante, perché quando il termometro sale sul serio, per anziani, bambini e persone fragili il caldo non è una seccatura da risolvere con un ventaglio. È un rischio per la salute. Ma tra una rete disegnata sulla carta e una porta aperta ai cittadini, come sanno bene gli aretini, c’è una bella differenza.

All’incontro hanno partecipato uffici comunali, servizi sanitari, Protezione civile, CNR, ordine dei medici, associazioni e altri soggetti coinvolti nel progetto Interreg Euro-MED. Simurg Ricerche ha illustrato i primi risultati di uno studio sulla vulnerabilità al calore, che incrocia condizioni meteorologiche e fragilità sociali e territoriali. Al questionario promosso dal Comune hanno risposto oltre mille persone.

Sono stati inoltre discussi il piano di comunicazione per informare i cittadini sui rischi delle alte temperature e la proposta di un piano d’azione con una rete di rifugi climatici. Il progetto prevede anche una rete di monitoraggio del calore e una piattaforma digitale con mappa accessibile ai cittadini, integrata nel WebGIS della Protezione civile.

Il sito del Comune descrive tra gli obiettivi anche un’azione pilota per trasformare scuole, parchi e cortili in spazi di sollievo dal caldo, con ombra, vegetazione e soluzioni per l’acqua. Insomma, non soltanto una stanza con l’aria condizionata e un cartello appeso alla porta.

L’assessore all’ambiente Angiolino Piomboni sottolinea la necessità di una collaborazione stabile tra istituzioni, sanità, ricerca, associazioni e cittadini per trasformare i dati raccolti in interventi concreti. Giusto. Ed è proprio sulle azioni concrete che ora si misurerà il progetto.

La domanda, infatti, è semplice: dove saranno questi rifugi? Nel comunicato non sono indicati un elenco definitivo delle sedi, gli orari di accesso, una data di attivazione o le risorse necessarie a farli funzionare. Non significa che questi elementi non esistano, ma che per ora non vengono comunicati ai cittadini.

E allora L’Ortica una richiesta la mette sul tavolo: quando il piano sarà completato, si pubblichino indirizzi, orari, criteri di accesso e tempi degli interventi. Perché un rifugio climatico serve soprattutto a chi non può permettersi alternative. E nelle giornate da quaranta gradi sarebbe preferibile trovarlo prima di diventare un miraggio.

Per adesso il progetto avanza, i dati si raccolgono e la rete prende forma. Speriamo soltanto che i rifugi arrivino prima della prossima estate, e non insieme al primo temporale di settembre.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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