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Cimiteri, cambia il regolamento: ad Arezzo finalmente ci si può ricongiungere anche senza traslocare da morti

Il Consiglio comunale approva le modifiche sulle sepolture: ricongiungimento familiare nei cimiteri extraurbani e possibilità di rinnovare le concessioni. Comanducci: «Venire incontro a una sensibilità diffusa».

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Cimiteri, cambia il regolamento: ad Arezzo finalmente ci si può ricongiungere anche senza traslocare da morti

Il Consiglio comunale approva le modifiche sulle sepolture: ricongiungimento familiare nei cimiteri extraurbani e possibilità di rinnovare le concessioni. Comanducci: «Venire incontro a una sensibilità diffusa».

Il Consiglio comunale di Arezzo ha approvato le modifiche al regolamento di polizia mortuaria, intervenendo soprattutto su due questioni che negli ultimi mesi avevano fatto discutere: il ricongiungimento familiare nei cimiteri extraurbani e il rinnovo delle concessioni.

Il provvedimento è passato con 21 voti favorevoli e 7 contrari.

«Ricongiungimento con i parenti più cari e possibilità di rinnovare le concessioni sono i due cardini del regolamento che abbiamo modificato rispetto al testo approvato nel marzo scorso», ha dichiarato il sindaco Marcello Comanducci, sottolineando come il rapporto con i defunti rappresenti un tema particolarmente sentito nella cultura e nella tradizione cittadina.

La modifica più significativa riguarda il cosiddetto diritto al ricongiungimento.

Chi ha il coniuge, i genitori, i figli, fratelli o sorelle, un congiunto con cui era legato da una convivenza legale oppure un parente di secondo grado già sepolto in un cimitero extraurbano potrà chiedere di essere tumulato nello stesso camposanto, indipendentemente dal cimitero previsto in base all’ultima residenza.

Tradotto dal burocratese: almeno nell’aldilà non sarà più necessario dimostrare di abitare nel quartiere giusto per stare vicino ai propri cari.

Cambiano anche le regole sulle concessioni.

Nel cimitero comunale e monumentale, alla scadenza i familiari potranno sempre chiederne il rinnovo. Nei cimiteri extraurbani il rinnovo sarà invece possibile quando resterà disponibile almeno il 10% dei posti.

Un ulteriore chiarimento riguarda le concessioni già esistenti: le nuove disposizioni non ne modificano retroattivamente la durata. Un emendamento approvato all’articolo 114 estende però la possibilità di applicare la disciplina sul rinnovo a tutte le concessioni e ai rapporti contrattuali, indipendentemente dalla data della loro originaria sottoscrizione.

Il testo originario del regolamento era stato approvato dal Consiglio comunale il 17 marzo scorso ed era entrato in vigore il 20 aprile. Nei mesi successivi il tema delle sepolture e del ricongiungimento familiare aveva però provocato proteste e richieste di modifica, fino alla decisione dell’amministrazione di riportare la materia in aula.

C’è poi un’altra questione tutt’altro che secondaria: quella delle famiglie che, nei mesi di applicazione del precedente regolamento, potrebbero aver sostenuto spese aggiuntive proprio a causa delle regole ora modificate.

Il Consiglio comunale ha approvato un atto di indirizzo presentato da Federico Scapecchi che impegna la Giunta, insieme ad Arezzo Multiservizi, a svolgere un’indagine sui casi verificatisi dall’approvazione del regolamento di marzo fino alla modifica approvata il 24 settembre.

L’obiettivo è individuare le famiglie che abbiano dovuto sostenere i costi di una prima tumulazione in un cimitero diverso da quello dove erano già sepolti i propri cari e verificare le eventuali ulteriori spese necessarie per il successivo ricongiungimento.

Solo dopo questa ricognizione potranno essere valutate forme di rimborso o ristoro, almeno parziale, delle spese documentate e possibili agevolazioni per traslazione e nuova tumulazione. Al momento, quindi, non esiste un rimborso automatico né è ancora noto quante famiglie siano coinvolte.

In sostanza, sistemata la regola per il futuro, resta da capire chi abbia pagato il conto del periodo in cui quella regola ancora non c’era. E possibilmente evitare che, oltre al dolore e alla burocrazia, qualcuno debba ricordarsi della vicenda anche attraverso due ricevute.

Insomma, dopo qualche mese di confronto con moduli, ambiti territoriali e regolamenti, arriva una regola piuttosto elementare: se per una vita siamo riusciti a sopportare i parenti, almeno da morti possiamo scegliere di averli accanto.

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