A Bibbiena sul convento di San Lorenzo è comparso il cartello “VENDESI”.
Per ora soltanto nella vignetta di Lambardi. Che, come spesso capita alla satira, ha avuto la cattiva abitudine di andare a rovistare nei documenti.
Il Comune oggi assicura che San Lorenzo non è in vendita. Il sindaco Filippo Vagnoli, presentando il workshop internazionale previsto dal 23 al 25 ottobre per studiare possibili destinazioni del complesso, ha spiegato che l’obiettivo dell’amministrazione non è vendere il patrimonio, ma trovare una strada per recuperarlo e riportarlo in vita. Il problema, tutt’altro che ornamentale, è che per il recupero complessivo vengono stimati circa 8 milioni di euro, una cifra che il Comune afferma di non poter sostenere da solo.
Fin qui tutto chiaro.
Poi uno apre la Relazione sulla performance del Comune relativa al 2022 e trova una frase che ha il raro pregio di non richiedere traduzione dal burocratese: “L’Amministrazione ha in programma l’alienazione dell’immobile di San Lorenzo”.
Seguivano perfino le tappe: predisposizione del piano delle alienazioni, gestione della procedura di vendita nel 2022 e rogito nel 2023. Il Comune specifica nello stesso documento che furono avviati contatti con soggetti interessati all’acquisizione, ma che questi non diedero seguito.
Insomma, San Lorenzo oggi non si vende. Nel 2022 però, evidentemente, aveva già fatto un giro in vetrina.
Nel frattempo l’amministrazione ha approvato nel luglio scorso un progetto dedicato alla “rigenerazione e riuso adattivo” dell’ex convento attraverso un Development Advisory Panel, cioè un gruppo di esperti chiamato a valutare possibili scenari per il futuro dell’immobile. Perché se dici “vediamo che ci si può fare” pare una riunione al circolino; se dici Development Advisory Panel arrivano anche dall’Olanda.
L’opposizione della Lista di Comunità, invece, teme che la ricerca di investitori privati possa condurre a una cessione o comunque a una gestione privata del complesso e ha convocato per venerdì 25 settembre un incontro pubblico proprio a San Lorenzo. È la posizione dell’opposizione, non una vendita già decisa dal Comune.
Quindi, ricapitolando: il convento non è in vendita, il Comune cerca risorse che da solo non ha, gli esperti studieranno cosa farne, l’opposizione teme l’arrivo dei privati e quattro anni fa l’alienazione dell’immobile era effettivamente prevista negli atti comunali.
Nel dubbio Lambardi ha risolto tutto con un cartello.
“VENDESI”.
Magari è prematuro. Ma almeno, rispetto a un Development Advisory Panel, si capisce alla prima occhiata.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e posizioni politiche pubblicamente espresse.


