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Comanducci apre la rottamazione: chi ha pagato tutto riceverà in premio un’altra bolletta

Il sindaco parla di oltre 50 milioni di crediti accumulati dal Comune e annuncia una finestra per saldare senza interessi e sanzioni. Nei commenti si dividono gli aretini: c’è chi applaude, chi teme un premio agli evasori e chi domanda quale ricompensa spetti a chi ha sempre pagato

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Comanducci apre la rottamazione: chi ha pagato tutto riceverà in premio un’altra bolletta

Il sindaco parla di oltre 50 milioni di crediti accumulati dal Comune e annuncia una finestra per saldare senza interessi e sanzioni. Nei commenti si dividono gli aretini: c’è chi applaude, chi teme un premio agli evasori e chi domanda quale ricompensa spetti a chi ha sempre pagato

Comanducci scopre 50 milioni nel cassetto: «Ora pagate, ma senza interessi»

Il Comune di Arezzo avrebbe accumulato negli anni oltre 50 milioni di euro di crediti tra Tari non pagata, multe stradali, occupazione di suolo pubblico e imposta di soggiorno incassata ma non riversata.

A raccontarlo è il sindaco Marcello Comanducci in un reel pubblicato dopo il Consiglio comunale. Un video di oltre sei minuti nel quale il primo cittadino annuncia una futura finestra per permettere a cittadini e imprese di saldare i propri debiti eliminando sanzioni e interessi.

Il principio è semplice: prima si offre un’ultima possibilità di mettersi in regola, poi si cambia registro e si rafforzano gli strumenti di riscossione.

In termini tecnici si chiama definizione agevolata. In termini aretini significa: hai lasciato la Tari nel cassetto per anni? Ora la puoi pagare senza tutto il companatico.

Comanducci precisa di non essere un grande appassionato delle rottamazioni. Da cittadino, spiega, ha sempre pagato tutto e comprende le perplessità di chi è rimasto regolarmente in fila alla cassa mentre altri uscivano dalla porta laterale.

Il sindaco distingue però tra chi non paga per reale difficoltà e chi avrebbe trasformato il mancato pagamento in una consuetudine aziendale. Una specie di piano industriale alternativo: incassare la tassa di soggiorno e mandare in vacanza soltanto il bonifico.

Due multe su tre non pagate

Nel testo che accompagna il reel, Comanducci sostiene che ad Arezzo circa due sanzioni stradali su tre non verrebbero pagate e che alcune strutture ricettive incasserebbero migliaia di euro di imposta di soggiorno senza versarli al Comune.

Il sindaco annuncia inoltre un nuovo regolamento delle entrate e della riscossione, con strumenti più efficaci per recuperare quanto dovuto.

La promessa è tutelare chi paga regolarmente ed evitare che i cosiddetti furbetti scarichino il peso dei servizi pubblici sugli altri cittadini.

Fin qui il messaggio istituzionale. Poi arrivano i commenti, cioè il luogo dove qualsiasi dibattito fiscale si trasforma rapidamente in un processo popolare con giuria, pubblico ministero e perito della nettezza urbana.

«E a chi ha sempre pagato che gli date, un attestato?»

Molti utenti apprezzano il fatto che Comanducci ci metta la faccia e parli pubblicamente del problema. C’è chi lo invita a passare rapidamente dalle parole ai fatti e chi considera positivo il nuovo modo di comunicare dell’amministrazione.

Altri, però, contestano la scelta di cancellare interessi e sanzioni. Il dubbio ricorrente è semplice: perché chi ha sempre pagato dovrebbe continuare a sentirsi quello meno sveglio della tavolata?

Un cittadino domanda apertamente quale premio riceverà chi è sempre stato in regola: «Un attestato?». Un altro propone di usare parte delle somme recuperate per riconoscere uno sconto ai contribuenti corretti. Altri ancora temono che il messaggio prodotto dalla rottamazione sia: smettete pure di pagare, prima o poi arriverà un’offerta speciale.

È il grande paradosso fiscale italiano: chi paga alla scadenza riceve una nuova scadenza. Chi accumula debiti riceve una finestra, uno sconto e possibilmente anche il buongiorno del Comune.

Non tutti sono furbetti

Nei commenti emerge anche un’altra posizione, meno adatta agli slogan ma decisamente più seria: non tutti coloro che non pagano sarebbero evasori per scelta.

Alcuni utenti ricordano che ci sono famiglie costrette a scegliere tra la Tari, l’affitto, le utenze e la spesa alimentare. «O si mangia o si paga la Tari? Si mangia», scrive un commentatore, condensando l’intero dibattito sul disagio economico in una riga che vale più di molte conferenze stampa.

Altri chiedono quindi di distinguere chi non può pagare da chi non vuole pagare, evitando di mettere nello stesso calderone la famiglia in difficoltà, l’impresa furba e la struttura ricettiva che avrebbe incassato l’imposta di soggiorno senza riversarla.

Distinzione fondamentale. Anche perché chiamare tutti «furbetti» è molto comodo: evita di dover capire chi sia in povertà e chi, invece, abbia semplicemente deciso che il Comune è un ente benefico con la memoria corta.

Tari alta, servizio basso e cassonetti profumati d’estate

Una parte consistente dei commenti sposta poi l’attenzione sulla Tari stessa. Molti cittadini la giudicano troppo elevata rispetto alla qualità del servizio e chiedono maggiore pulizia delle strade, cassonetti decorosi e una revisione delle tariffe.

Alcuni ricordano l’aumento dell’1%, altri chiedono sconti più consistenti per chi conferisce i rifiuti correttamente. C’è persino chi domanda conto della tassa sui fossi, perché sui social aretini si può cominciare con la riscossione comunale e finire dentro un fosso nel giro di tre commenti.

Il ragionamento dei contribuenti è tutt’altro che incomprensibile: pagare tutti è giusto, ma in cambio si vorrebbe almeno un servizio che non sembri organizzato da chi ha perso le chiavi del camion della raccolta.

«Ma negli ultimi dieci anni chi riscuoteva?»

Tra le osservazioni più politiche compare inevitabilmente la domanda sul passato.

Diversi utenti ricordano che alcuni esponenti dell’attuale amministrazione hanno avuto ruoli anche nelle precedenti giunte. Se il problema dei 50 milioni si è accumulato negli anni, chiedono, chi avrebbe dovuto occuparsi della riscossione fino a ieri?

La domanda non è peregrina. Il nuovo sindaco presenta infatti il recupero dei crediti come una svolta, ma una parte dei cittadini vuole sapere chi abbia lasciato crescere la montagna mentre il Comune continuava ad approvare bilanci, tariffe e regolamenti.

Insomma: bene svegliarsi. Però qualcuno vorrebbe sapere chi avesse messo la sveglia in modalità silenziosa.

Dopo le tasse, la visita guidata

Terminata la parte fiscale, il reel cambia improvvisamente genere.

Comanducci mostra i corridoi del Palazzo comunale, la sala del Consiglio ormai buia, la sala della Giunta, il chiostro e la galleria con le fotografie dei sindaci che lo hanno preceduto.

Da annuncio sulla riscossione a visita guidata il passo è brevissimo. Prima i 50 milioni mancanti, poi gli affreschi. Prima la Tari, poi il buratto della Giostra. Una scelta comunicativa che molti utenti hanno apprezzato, ringraziando il sindaco per aver mostrato ambienti del Palazzo comunale poco conosciuti.

La parte più surreale arriva davanti alle fotografie degli ex sindaci, quando Comanducci nota che manca ancora quella di Alessandro Ghinelli. Probabilmente è ancora in fase di sviluppo, come certe pratiche di riscossione.

Il vero esame arriverà con gli incassi

Il reel ha ottenuto consenso perché il sindaco parla in modo diretto e riconosce un problema che riguarda tutti: se una parte dei cittadini non paga, il costo dei servizi finisce inevitabilmente su chi paga.

Ma il passaggio delicato resta la distinzione tra difficoltà economica ed evasione volontaria. Una rottamazione indistinta rischierebbe di aiutare insieme chi è rimasto indietro per necessità e chi ha scelto consapevolmente di non versare quanto dovuto.

Il secondo problema è politico: capire come siano stati accumulati 50 milioni di crediti e perché gli strumenti di riscossione utilizzati finora non abbiano funzionato.

Per il momento il sindaco ha acceso la telecamera, mostrato il problema e annunciato il cambio di passo. Ora serviranno numeri verificabili: quanti debitori aderiranno, quanto denaro sarà recuperato e quante posizioni resteranno insolute.

Perché il reel finisce dopo sei minuti. I crediti del Comune, evidentemente, avevano attivato la riproduzione automatica.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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