Arezzo Wave festeggia quarant’anni e, invece di limitarsi a spegnere le candeline, prova ad allargare il tavolo. È nato Arezzo Wave Land, progetto promosso dalla Fondazione Arezzo Wave Italia con l’obiettivo di creare una rete stabile tra associazioni, giovani, realtà culturali e musicali, territori e amministrazioni della provincia di Arezzo.
Il primo incontro si è svolto il 21 settembre e ha visto la partecipazione di undici realtà, nove presenti fisicamente e due collegate online.
Hanno preso parte all’incontro Focus Crew APS di Sansepolcro, Cautha APS di Cortona, Marciano Eventi APS di Marciano della Chiana, The Music School di Bucine, Klinik APS di Arezzo, Scoville di Castiglion Fiorentino, APS Ottava Torre di Castiglion Fibocchi, Rob’A Forte APS di Lucignano e VAM di Bibbiena.
In collegamento online hanno partecipato Go Valley di Pratovecchio Stia e Lorenzo Monnanni di Pergine Valdarno.
La ricognizione avviata dalla Fondazione ha interessato tutti i 36 Comuni della provincia, anche se il lavoro è ancora in corso: diverse realtà devono essere individuate o coinvolte e alcuni Comuni non hanno ancora risposto.
Arezzo Wave Land, precisano gli organizzatori, non vuole diventare una nuova associazione né aggiungere un altro strato di burocrazia a quelli che l’umanità è già riuscita pazientemente a produrre. L’idea è invece quella di creare uno spazio di collegamento dove condividere informazioni, calendari, competenze, strumenti, bandi e opportunità di finanziamento.
Tra gli obiettivi ci sono la promozione reciproca delle iniziative, la costruzione di progetti comuni, gli scambi tra territori e la creazione di nuove occasioni culturali, formative e professionali soprattutto per i giovani.
«Il riscontro è stato molto più grande di quello che ci aspettavamo», spiega Mauro Valenti, presidente della Fondazione Arezzo Wave Italia. «Questo dimostra che nella provincia esistono energie, competenze e idee che hanno bisogno di incontrarsi. Arezzo Wave mette a disposizione quarant’anni di esperienza e relazioni per favorire la nascita di nuovi progetti».
La rete, aggiunge Valenti, resta aperta ad altre associazioni, gruppi e amministrazioni interessati a partecipare.
Il progetto continuerà anche dopo il festival. Le realtà aderenti saranno chiamate a individuare insieme i primi obiettivi concreti da sviluppare nei prossimi mesi.
Dopo quarant’anni Arezzo Wave, insomma, prova a fare quello che spesso nei territori riesce meno bene della musica: mettere le persone nella stessa stanza e farle parlare tra loro. Se poi da lì nasceranno davvero progetti comuni, sarà il prossimo capitolo.


