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Ad Arezzo riposano i morti, ma pare riposi anche la manutenzione

Erba alta, vialetti sporchi e problemi di accessibilità: dai social arrivano segnalazioni su numerosi camposanti. Multiservizi conta 22 dipendenti e, secondo quanto pubblicato ad aprile, presenta un bilancio solido e in equilibrio

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Ad Arezzo riposano i morti, ma pare riposi anche la manutenzione

Erba alta, vialetti sporchi e problemi di accessibilità: dai social arrivano segnalazioni su numerosi camposanti. Multiservizi conta 22 dipendenti e, secondo quanto pubblicato ad aprile, presenta un bilancio solido e in equilibrio

Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e segnalazioni pubblicate dai cittadini sui social.

Ad Arezzo i conti di Multiservizi riposano in pace: sono solidi e in equilibrio. A non trovare pace sono invece i cittadini, che da San Leo ad Antria continuano a segnalare erba alta, vialetti sporchi, manutenzioni insufficienti e difficoltà di accesso ai piani superiori del Cimitero Monumentale.

L’ultima denuncia arriva dal cimitero di San Leo. Una cittadina racconta di scrivere da circa vent’anni mail, Pec e comunicazioni agli uffici competenti, senza essere mai riuscita a vedere una situazione stabilmente dignitosa.

Le fotografie pubblicate mostrano aghi di pino e detriti accumulati lungo i vialetti, vegetazione cresciuta negli angoli e spazi che, secondo l’autrice del post, avrebbe provato a pulire personalmente.

Non proprio il servizio accessorio che ci si aspetta dopo aver pagato concessioni, illuminazione votiva e tutto quanto occorre per assicurare un posto ai propri cari. Pare invece prendere piede una nuova formula gestionale: il Comune mette il cimitero, la famiglia porta scopa, paletta e decespugliatore.

Aghi di pino, detriti e vegetazione nei vialetti del cimitero di San Leo ad Arezzo
La situazione segnalata al cimitero di San Leo: detriti e vegetazione lungo i vialetti

Da San Leo ad Antria, la protesta si allarga
Il caso di San Leo non sembra isolato. Quasi contemporaneamente è arrivata una segnalazione sul cimitero di Antria, definito da un cittadino “dimenticato da anni”.

Anche qui la richiesta è semplice: sicurezza, pulizia e un minimo di decoro. Non il giardino di Versailles, non le fontane danzanti e nemmeno una rotatoria all’ingresso. Basterebbe poter visitare i propri morti senza avere la sensazione che pure la manutenzione sia passata a miglior vita.

Sotto i post sono comparsi riferimenti anche ai cimiteri di Pratantico e Monte Sopra Rondine. Alcuni commentatori sostengono che l’incuria riguardi buona parte dei camposanti di campagna e raccontano di aver trovato, in passato, erba molto alta.

“Il cimitero di Antria nelle fotografie diffuse attraverso il gruppo Facebook ‘Sei di Arezzo se…’ per segnalare problemi di manutenzione e decoro.”

I commenti pubblicati sotto le segnalazioni allargano ulteriormente il quadro. Alcuni cittadini richiamano situazioni analoghe a Pratantico e Monte Sopra Rondine; altri raccontano di aver trovato erba molto alta o di essere stati invitati, di fatto, a occuparsi personalmente della pulizia intorno alle tombe dei propri familiari.

Non si tratta di verifiche tecniche né di dati ufficiali, ma di testimonianze social provenienti da località diverse, che descrivono una percezione diffusa del problema. Tra le reazioni emerge anche una forte critica nei confronti di Arezzo Multiservizi e dell’organizzazione del servizio. Evitiamo di riportare le espressioni più pesanti: basti dire che, sotto quei post, il clima non è propriamente da commemorazione silenziosa.

E quando segnalazioni simili arrivano da più cimiteri, diventa difficile liquidarle tutte come l’erbaccia occasionale cresciuta durante le ferie d’agosto.

Anche perché una delle cittadine coinvolte precisa che la propria battaglia non è cominciata dopo Ferragosto: andrebbe avanti da circa vent’anni. Più che aspettare settembre, a questo punto bisognerebbe aspettare direttamente la prossima era geologica.

L’ascensore guasto, una storia tutt’altro che nuova
La segnalazione dell’uomo ultraottantenne, costretto a percorrere la scalinata per raggiungere il piano superiore del Cimitero Monumentale, non rappresenta purtroppo una novità.

L’Ortica aveva già affrontato il problema il 10 giugno 2025 nell’articolo “Benvenuti a Necropolis, la città dei morti… dimenticati anche dai vivi”, nato anch’esso dalle lamentele dei cittadini sul degrado, sull’erba alta e sulle difficoltà incontrate all’interno dei camposanti.

La denuncia era tornata appena un mese dopo, il 6 luglio 2025, con l’articolo “Ascensore guasto, crematorio in tilt, ma la Multiservizi funziona… solo col Pos!”. In quell’occasione riferivamo che l’ascensore collocato presso l’ingresso principale risultava fermo da oltre un anno, con anziani e persone in difficoltà costretti ad affrontare la scalinata per raggiungere la parte alta del cimitero.

A distanza di oltre un anno da quegli articoli, una nuova testimonianza social racconta lo stesso disagio. Un cittadino di più di ottant’anni afferma di recarsi al cimitero la domenica mattina, nelle ore più fresche, e di essere ancora obbligato a salire a piedi.

Prima di sostenere che l’impianto sia tuttora guasto occorre una verifica aggiornata. Ma la successione delle segnalazioni documenta quantomeno un problema annoso o ricorrente, non il contrattempo isolato di una domenica d’agosto.

E qui l’ironia lascia spazio a una questione concreta: per una persona anziana o con difficoltà motorie, un ascensore fuori servizio non è una piccola seccatura. Significa rendere più difficile, e in alcuni casi impossibile, raggiungere la tomba di una persona cara.

Le scale portano al piano superiore. La soluzione, invece, da più di un anno sembra prendere sempre il piano di sotto.

Non possiamo affermare che l’impianto sia ancora oggi fuori servizio senza una verifica aggiornata. La segnalazione, tuttavia, introduce un problema che supera il semplice decoro: quello dell’accessibilità per anziani e persone con difficoltà motorie.

Sul sito di Arezzo Multiservizi risultano affidamenti per la manutenzione degli ascensori del Monumentale e del cimitero comunale. La domanda, quindi, è inevitabile: l’impianto indicato dal cittadino è stato riparato? E, in caso affermativo, dopo quanto tempo?

Ventidue dipendenti e una rete molto estesa 
Arezzo Multiservizi conta 22 dipendenti e gestisce 54 cimiteri nel territorio comunale, oltre al Monumentale e al forno crematorio. Lo stesso articolo descrive la società come economicamente solida e con un bilancio in equilibrio.

Il personale, da quanto ci risulta, non è suddiviso in una squadra fissa destinata esclusivamente ai cimiteri di campagna: gli addetti vengono impiegati nelle diverse attività, fatta eccezione per i turni necessari al crematorio.

Ventidue dipendenti per una rete tanto vasta non sono un esercito, ma neppure i leggendari tre operatori citati in alcuni commenti. Quel numero rappresenta quanto sarebbe stato riferito telefonicamente a una cittadina e non può essere presentato come l’organico complessivo dell’azienda.

Il problema, dunque, non si risolve contando le teste con il pallottoliere. La questione è capire se personale, organizzazione e programmazione degli interventi siano adeguati a garantire pulizia, manutenzione e accessibilità in tutti i cimiteri comunali.

Se il bilancio è sano, dove s’è ammalato il servizio?
Il punto politico e amministrativo è proprio questo. Se i conti sono solidi e in equilibrio, non si può attribuire automaticamente ogni disservizio alla mancanza di denaro.

Occorre allora domandarsi se il problema riguardi l’organizzazione, le priorità, la distribuzione del personale oppure i tempi degli interventi. È una domanda legittima, soprattutto quando chi paga i servizi racconta di dover ripulire personalmente gli spazi intorno alle tombe dei propri familiari.

Nessuno pretende tappeti rossi tra i loculi. Ma vialetti praticabili, vegetazione controllata, ascensori funzionanti e ambienti dignitosi non sono lussi funebri: rappresentano il minimo dovuto a chi visita i propri cari.

Adesso la parola passa ad Arezzo Multiservizi, alla quale sarebbe utile chiedere quanti interventi di pulizia siano programmati nei cimiteri extraurbani, con quale frequenza e quale sia oggi la situazione dell’ascensore segnalato al Monumentale.

Perché i morti possono anche aspettare. I vivi, dopo vent’anni di mail e Pec, un po’ meno.

Le segnalazioni e le fotografie originali citate nell’articolo provengono dai post pubblicati nel gruppo Facebook “Sei di Arezzo se…”. Le immagini utilizzate sono state rielaborate con intelligenza artificiale esclusivamente per migliorarne qualità e formato, senza modificare il contenuto sostanziale delle segnalazioni.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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